24 Dicembre 2002

Gaucci: «Purtroppo mi devo tenere Baronio»

Gaucci: «Purtroppo mi devo tenere Baronio»

Il presidente insiste: «Prende un sacco di soldi e non serve al Perugia: l?avevo detto a Cosmi»

ROMA – «Baronio? Per me è uno sfigato . Se entra lui, il Perugia perde. Magari è un caso, non so. O forse è per via del 13 sulla maglia: a me quel numero ha sempre portato male. Alle corse dei cavalli, persino a cena. Del resto erano in tredici a tavola anche gli apostoli con nostro Signore, no? E pure noi del Perugia, prima di beccarne cinque dalla Lazio, cenammo in tredici, a Roma: mai più. La maglia magari gliela lascio, in tv ho detto che l?avrei bruciata per fare un po? di colore. Il problema vero è lui, che guadagna un sacco di soldi e non è adatto a giocare in A, in una squadra come la mia. Una squadra piccola, che io devo difendere in tutti i modi. Anche con la scaramanzia, sì. Non lo diceva Peppino De Filippo? Non è vero ma ci credo…». Non cambia proprio idea, Luciano Gaucci, sul giocatore che ha definito pubblicamente un amuleto al contrario. Neanche ad un passo da Natale, quando tutti diventiamo, si dice, un po? più buoni? «E che c?entra il Natale? Io l?avrei passato meglio con tre punti in più in classifica. Ce li meritavamo tutti, per come abbiamo messo sotto la Juve. L?ho detto ai miei giocatori, che avrebbero voluto farmi un doppio regalo, per Natale e per i sessantatré anni che ho compiuto il 20 dicembre: non siate avviliti, avete fatto il massimo». Anche Baronio? «Be?, lui non direi. Non ha contrastato Camoranesi nell?azione decisiva, sul rilancio sbagliato da Rezaei. Aveva fatto lo stesso all?Olimpico contro la Lazio e ci era costato due gol. Spero che Cosmi l?abbia capita. Ha preteso Baronio fino a sfiorare il licenziamento. Poi, lo ha fatto giocare in tutto 35 minuti. Si vede che s?è reso conto che non serve. Io purtroppo lo sapevo: non m?era mai parso un gran campione. C?è di buono che deve restare con noi solo fino a giugno prossimo. Ci costa un sacco di soldi, 100 milioni al mese (altri 200 li prende dalla Lazio, che è ancora proprietaria del suo cartellino), il doppio di quanto guadagna Obodo in un anno intero (quel ragazzo sì che è un portento…) e magari c?è il rischio che Cosmi lo rimette in campo. Per carità, è un lusso che non ci possiamo permettere».
Il «lusso», ieri, s?è regolarmente allenato, a Perugia. Smozzicando poche frasi, coi toni pacati già espressi domenica notte in televisione («quel numero di maglia l?ho scelto perché mio figlio è nato il 13 maggio: non ho alcuna intenzione di cambiarlo, meno che mai per fare contento di chi mi ha dato del menagramo»), per poi affidare una replica ufficiale al procuratore Stefano Antonelli: «Baronio ha sofferto diversi infortuni, ma resta un professionista vero, che pur di giocare nel Perugia ha accettato di farsi decurtare pesantemente lo stipendio. Gli piace giocare a Perugia e vuole continuare a farlo: di sicuro non è uno che scappa di fronte alle difficoltà. In estate lo volevano sia Mancini che Cosmi. Parlò con Cosmi, che lo colpì per le idee e la personalità. Così decise di seguirlo, pur rinunciando a parecchi quattrini. Non è vero che prende tre miliardi e mezzo di lire, come sostiene Gaucci, né che i due terzi dello stipendio glieli passa la Lazio. Lo paga solo il Perugia, un miliardo (mezzo milione di euro) e basta. In cambio del sacrificio economico, il contratto che scadeva nel 2005 gli è stato prolungato fino al 2007».
Se Gaucci non cambia idea, anche a fronte della protesta del Codacons («la Lega calcio deve intervenire nei confronti di un datore di lavoro che umilia e offende un suo dipendente»), Baronio non cambia clichet. Non strilla, non strepita, sceglie la strada del buon gusto. Ieri ha parlato con Cosmi, negli spogliatoi. Il tecnico gli ha confermato la sua fiducia. Senza fornire altre spiegazioni («ho inserito Baronio all?88? perché si era infortunato Tedesco e mi serviva un centrocampista»), né commentare gli oroscopi di fine anno del suo presidente: «Serse è legato a noi fino al 2005 e non penso di privarmene perché è bravissimo: ma se a giugno prossimo ci porterà in Uefa e mi chiederà di andare a guidare una grande, al suo posto metterò Colantuono, che ora allena la Sambenedettese».
Più loquace Alessandro Gaucci, non lontano dal punto di vista del padre: «Contro la Juve Baronio non ha colpe. Ne ha avute invece contro la Lazio. Non è comunque in televisione che deve rispondere a certe punzecchiature. Lo faccia piuttosto sul campo, dove ci aspettiamo tutt?altro rendimento rispetto a quello espresso sinora. Non è vero che vogliamo disfarci di lui: se lo abbiamo fatto giocare con la Primavera o la Berretti è proprio perché volevamo farlo tornare in forma ad ogni costo». Non lo dissero anche a Dellas, un anno fa?

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this