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25 Settembre 2019

Gastrite, stop ai medicinali con ranitidina

IL CASO Buscopan, Zantac e Randil. Sono farmaci comunissimi a base di ranitidina, che molti italiani assumono solitamente come antiacido, contro il reflusso o contro la gastrite, e che ora bisogna assolutamente ricontrollare prima del loro commercio o utilizzo. È infatti necessario verificare il numero del lotto a cui appartiene ogni singola confezione per evitare di vendere o assumere uno di quelli che l’ Agenzia italiana del farmaco ha vietato per la presenza di impurità potenzialmente pericolose per la salute. Chi ha in casa questi prodotti e ha bisogno di maggiori informazioni può visitare il sito aifa.gov.it o chieda al farmacista. In particolare, la sostanza «sospetta» e potenzialmente cancerogena è denominata N-nitrosodimetilammina (Ndma) e appartiene alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani). La Ndma è classificata come sostanza «probabilmente» cancerogena per l’ uomo dall’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla base di studi condotti su animali. Oggi Ndma è presente anche in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma gli esperti ritengono che non possa causare danni quando viene ingerita in quantità molto basse. Fino a qualche giorno fa i lotti ritirati per via precauzionale erano 195, ora si è arrivati a 700: tra questi 13 lotti di Buscopan antiacido da 75 mg in compresse effervescenti con scadenza il primo maggio 2021. Nella lista si trovano inoltre 34 lotti di Zantac tra compresse, fiale e sciroppo. E, ancora, tra gli altri, 22 lotti di Ranibloc, diversi lotti di Raniben, Ranidil, Ulcex, Ranitidina Zentiva, Ranitidina Hexa. La lista completa è sul sito dell’ Aifa. LA PRESCRIZIONE I farmaci a base di ranitidina sono utilizzati come inibitori della secrezione acida. Nel nostro Paese vengono commercializzati sia come medicinali con prescrizione medica, sia come medicinali di automedicazioni, in compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso. L’ Aifa consiglia i cittadini, se in trattamento con un medicinale a base di ranitidina prescritto dal medico, di non sospendere il trattamento, ma di consultare il medico il prima possibile per un trattamento alternativo, cioè un altro medicinale diverso da ranitidina indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido. Anche in altri paesi dell’ Unione Europea o extraeuropea si stanno prendendo provvedimenti simili al nostro. I CONSUMATORI Qualche giorno fa l’ associazione dei consumatori Codacons ha annunciato di essere pronta a «scendere in campo a tutela dei pazienti italiani cui siano stati somministrati farmaci contenenti il principio attivo Ranitidina ora ritirati dal mercato». L’ associazione ha chiesto inoltre al Ministero della salute di «accertare se vi siano stati ritardi o falle nei sistemi di sicurezza sui farmaci prima di giungere ai provvedimenti adottati oggi dall’ Aifa». Val. Arc. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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