26 Ottobre 2021

Gasolio: prezzi alle stelle, sfonda 1,60 euro, non accadeva dal 2014

Il Natale 2021 rischia di essere il più “salato” degli ultimi anni sul fronte di prezzi e tariffe per effetto del caro materie prime e ora in particolare per i prezzi del gasolio. Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,746 euro al litro per la benzina, a 1,608 euro per il gasolio e a 0,826 euro per il Gpl.

“Rialzi stellari. Anche questa settimana spiccano il volo i prezzi dei carburanti, con il gasolio che sfonda quota 1,6 euro. Non accadeva dal 6 ottobre 2014 quando era pari a 1,606 euro. La benzina raggiunge i 1,746 euro al litro, segnando un nuovo record dal 18 agosto 2014, ossia oltre 7 anni fa, quando svettò a 1749 euro al litro, mentre per il Gpl, ora a 0,826 euro al litro, bisogna tornare addirittura al 3 febbraio 2014 per trovare un valore più alto, 0,844 euro al litro. In un anno il Gpl è più caro del 39,5%. Gli aumenti dei beni energetici, luce, gas e carburanti, non solo hanno effetti diretti sulle tasche delle famiglie e sui costi delle imprese, ma hanno un effetto indiretto sul costo finale di tutti i prodotti, dal latte al pane, con conseguenze gravi per l’inflazione e la ripresa economica. Per questo il Governo deve intervenire prima del varo della manovra, riducendo le accise dei carburanti, dell’elettricità e del gas” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Gasolio e benzina alle stelle da inizio anno

Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, ossia 9 mesi e mezzo fa, un pieno da 50 litri costa 15 euro e 22 cent in più per la benzina e 14 euro e 44 cent per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 21,1 e 21,9%. Su base annua è pari a un rincaro ad autovettura pari a 365 euro all’anno per la benzina e 347 euro per il gasolio.

“In un anno, dalla rilevazione del 26 ottobre 2020, quando la benzina era pari a 1.388 euro al litro e il gasolio a 1.259 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 17 euro e 91 cent in più per la benzina e 17 euro e 47 cent in più per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 25,8% e del 27,8%. Un balzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 430 euro all’anno per la benzina e a 419 euro per il gasolio” conclude Dona.

Tutto questo avviene mentre i prezzi del petrolio sono in forte rialzo sui mercati dopo che anche l’Arabia Saudita, come altri membri dell’Opec+, ha espresso cautela sull’aumento della produzione rilevando come la crescita della domanda sia ancora influenzata dalla pandemia. Il greggio rti del Texas si muove intorno a 84,5 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord ha superato ieri la soglia degli 86 dollari a 86,2.
Natale salato con materie prime ed energia

Ma quello dei rialzi dei prezzi della benzina è solo una voce della stangata in arrivo a Natale dagli italiani che, secondo il Codacons, potrebbe costare a parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia (2019), quasi 1,4 miliardi di euro in più .

Per quanto riguarda il settore alimentare nelle ultime settimane produttori e distributori hanno lanciato allarmi circa i rincari dei prezzi delle materie prime (farine, oli, burro, ecc.) che potrebbero determinare incrementi dei listini al dettaglio per una moltitudine di prodotti trasformati (solo i produttori di panettoni nei giorni scorsi hanno parlato di un rincaro dei loro prodotti del +20%).

A tali allarmi si aggiunge l’emergenza energia, con le tariffe di luce e gas che a partire da ottobre hanno subito un incremento rispettivamente del +29,8% e del +14,4% determinando maggiori costi a carico di industrie e imprese.
Gasolio, è SOS anche nei campi: allarme Coldiretti

L’impennata dei prezzi delle materie prime si fa sentire sui bilanci delle aziende agricole. Dai campi alle stalle si impennano i costi di produzione in agricoltura per effetto dei rincari delle materie prime che fanno quasi raddoppiare la spesa per le semine. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che sottolinea che con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le operazioni colturali che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione.

Coldiretti aggiunge che il rincaro dei costi energetici riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.

Rincari insostenibili infine per l’alimentazione degli animali nelle stalle dove è necessario adeguare i compensi riconosciuti agli allevatori per il latte e la carne ma anche sul fronte dei costi di trasporto con il rincaro di noli marittimi e costi dei container.

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