«Gasolio +21% in un solo anno»
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fonte:
- La Stampa
«Gasolio +21% in un solo anno»
ROMA.
Non si arresta la corsa della benzina, che in questi giorni sta toccando cifre record superando la soglia di 1,200 euro al litro. Dati alla mano, secondo quanto denunciavano ieri il Codacons e Listaconsumatori, nello scorso anno in questo periodo la benzina costava 1,094 euro al litro, mentre il gasolio veniva 0,901 euro al litro. Oggi la benzina costa il 9,7% in più rispetto al 2004 e il gasolio addirittura il 20,7% in più. Un aumento dei prezzi dei carburanti – commentano le due organizzazioni dei consumatori – che avrà ricadute pari a 20 euro al mese sui bilanci delle famiglie, sia per i maggior costi al distributore, sia per gli effetti inflattivi indiretti (primo fra tutti l`incidenza sui prezzi dei beni trasportati).
Codacons e Listaconsumatori chiedono quindi al governo «interventi urgenti per far scendere il prezzo della benzina: primo fra tutti aprire alla vendita da parte delle catene commerciali e limitare imposte e balzelli vari che fanno lievitare il prezzo alla pompa».
Un richiamo al governo, «che fa solo delle enunciazioni e nulla di concreto», arriva anche da Adusbef, Federconsumatori e Adoc. Le associazioni rilevano che dal 2001 a marzo 2005 l`accisa, definita da decreti ministeriali «è passata da circa 52 centesimi al litro a oltre 56 centesimi con un aumento di oltre 4 centesimi», smentendo così, precisano, «ogni dichiarazione riguardo al divieto di variarla per i veti europei». Analoghi incrementi, prosegue la nota, «hanno riguardato l`Iva che, nello stesso periodo, ha segnato un aumento di circa 2 centesimi al litro, passando da 17 centesimi agli oltre 19 attuali».
Ogni centesimo di aumento sul carburante, osservano ancora le associazioni dei consumatori, «comporta un maggiore esborso di circa 20 milioni di euro al mese. L`incremento di 6 centesimi si traduce quindi in maggiori introiti, a favore dello stato, per 120 milioni di euro mensili, pari 1,4 miliardi annui». Adoc, Federconsumatori e Adusbef ricordano poi che l`incremento di 6 centesimi comporta per le famiglie «uno 0,2% di aumento dei prezzi pari a un esborso di 55 euro annui», che devono essere sommati «ai 60 euro annuali solo di maggiori tasse».
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