7 Gennaio 2020

Gasdotto Tap, opere non autorizzate e ulivi espiantati: 19 rinvii a giudizio tra manager e ditte edili

tra le accuse inquinamento della falda acquifera, abusi edilizi e danneggiamento nella zona di melendugno, in salento: il processo inizierà l’ 8 maggio
LECCE – Inizierà il prossimo 8 maggio il processo a carico di 18 persone fisiche e una società – la Trans Adriatic Pipeline ag Italia – citate in giudizio dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori dinanzi al tribunale monocratico di Lecce in relazione ad alcuni lavori per la costruzione del tratto italiano del gasdotto marino e terrestre della Trans Adriatic Pipeline (Tap). Tra gli imputati ci sono Michele Mario Elia , country manager della Tap ag Italia, il project manager Gabriele Paolo Lanza , il fabrication operation manager saipem, Luigi Romano , Adriano Dreussi, offshore constructione manager saipem come Piero Straccini, Luca Gentili , manager della Saipem, Alessandro Niccoli , amministratore unico della ra costruzioni srl (società esecutrice dei lavori), Marco Paoluzzi , direttore dei lavori, alcuni sub contrattisti responsabili di cantiere e i titolari di alcune ditte che hanno eseguito i lavori in subappalto. Tra le accuse c’ è l’ aver eseguito opere – attività preparatoria, realizzazione del microtunnel, costruzione del terminale di ricezione (prt), posa della condotta tra microtunnel e prt – in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e/o idrogeologico oppure dichiarate zone agricole di “notevole interesse pubblico”, in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie essendo state ritenute illegittime quelle rilasciate con decreti ministeriali. Tra i sette capi di accusa ci sono inquinamento della falda acquifera, abusi edilizi e danneggiamento. Sotto accusa anche l’ espianto di alcuni ulivi. La citazione in giudizio arriva al termine delle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Lecce. L’ opera consentirà l’ arrivo in europa di gas azero. Per l’ accusa la compatibilità ambientale sarebbe stata adottata “senza valutazione degli effetti cumulativi esterni e interni” in violazione di due direttive, di una circolare e di una convenzione. La società citata a giudizio è la Trans adriatic pipeline ag italia nelle persone dei direttori dotati di potere di rappresentanza Luca Schieppati ed Elisabetta De Miichelis . Nel giudizio risultano persone offese e potranno costituirsi parte civile alcuni sindaci, tra cui Marco Potì primo cittadino di Melendugno, anche come cittadino, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano , il presidente del comitato No Tap Alfredo Fasiello , il Codacons, Italia Nostra e il ministero dell’ ambiente.

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