“Gas, ripercussioni in bolletta da aprile“
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
L`Authority per l`energia: nuovi rincari delle tariffe. Scajola ammette: qualche costo in più, ma contenuto Insorgono i consumatori.
L`emergenza gas non accenna a diminuire. Nel giorno successivo al varo delle misure del governo che dal primo febbraio e per un mese diminuiscono di un grado la temperatura del riscaldamento, l`Authority per l`energia conferma: “Le conseguenze sulle bollette ci sono“ e se – come appare probabile – verranno ritoccate sarà già ad aprile, dopo una valutazione che verrà fatta a fine marzo. E il ministro per le Attività produttive, Claudio Scajola, ammette che “le misure contro l`emergenza gas varate dal governo, che prevedono la riattivazione delle centrali elettriche ad olio, potranno produrre qualche costo in più, ma credo che sia una cifra molto contenuta“. L`entità dei costi “si vedrà solo a consuntivo e quindi si valuterà come spalmarli“, precisa il ministro, assicurando che il governo sarà in grado di “gestire l`emergenza, ma non c`è allarme“. Intanto resta alta la tensione sulle forniture di gas da parte della Russia: ieri l`Eni ha confermato una riduzione delle forniture da parte del monopolista Gazprom in linea con i giorni scorsi, con 6 milioni di metri cubi di gas in meno rispetto ai 7,4 milioni richiesti, pari all`8,1% del giornaliero e all`1,4% dei consumi italiani. Un ulteriore peggioramento, secondo l`amministratore delegato dell`Eni Paolo Scaroni, potrebbe comportare “la necessità di sospendere le forniture per i clienti industriali e, ove possibile, per le centrali elettriche“. Al momento – ha spiegato – le misure adottate dal governo sono “le uniche possibili e spero sufficienti a risolvere il problema“. Ma se il freddo intenso di questi giorni dovesse durare troppo o peggiorare, o le importazioni di gas subire un ulteriore riduzione, allora potrebbero servire, appunto, “altri interventi“ come il taglio alle centrali. L`emergenza-gas, per Scaroni e Conti, potrebbe essere attutita dalla costruzione di quattro o cinque rigassificatori, riducendo la dipendenza dal gasdotti esteri. Ma la Lombardia è sul piede di guerra e il suo Governatore Roberto Formigoni minaccia: siamo pronti al ricorso al Tar contro il decreto anticrisi preparato dal ministro delle Attività produttive Scajola che permette di bruciare nelle centrali olio più inquinante. Anche l`ipotesi, ventilata da Scaroni, di ridurre le forniture al settore termoelettrico è accolta con freddezza dagli operatori: da Fulvio Conti, amministratore delegato dell`Enel (“certamente se ci fossero ulteriori tagli saremmo preoccupati“) a Umberto Quadrino, amministratore delegato di Edison (“sicuramente non è una buona prospettiva“). E lo stesso Conti ci ha tenuto a puntualizzare che “non è una contraddizione“ il fatto che il sistema italiano, nonostante l`emergenza gas, stia producendo elettricità da esportare all`estero (viene esportato – ha spiegato il presidente dell`Enel Piero Gnudi – neanche il 5% dell`energia prodotta). Anche i consumatori insorgono: “Adoc e Codacons – dice una nota – si opporranno a qualsiasi ricaduta della crisi energetica sui bilanci delle famiglie. Se si vogliono ritoccare le bollette si dovrà prima necessariamente approvare la legge (ferma da un anno e mezzo al Senato) per l`unificazione dell`Iva sul gas al 10% per i consumi privati, e stabilire forme di deducibilità fiscale per le spese per benzina, luce e gas“.
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