Gas più caro, mentre, per ora, non aumenta la luce
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fonte:
- Il Gazzettino
Il governo annuncia una task force contro i rialzi delle bollette, ma i consumatori protestano: «Solo propaganda, è l’ennesima stangata»
Roma
Bollette del gas più care del 3,7\% dal primo luglio, mentre restano ferme quelle dell`elettricità. L`Autorità per l`energia ha provveduto all` aggiornamento trimestrale delle tariffe ed ha fatto i conti con il caro petrolio.
L`aumento del gas è pari a 2,22 centesimi di euro al metro-cubo e, quindi, per una famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi l`anno, 116 al mese) comporta una «maggiore spesa di circa 31 euro l`anno». Invece sul fronte elettrico il decreto ministeriale messo a punto dai ministri dell`Economia e delle Attività Produttive, Domenico Siniscalco e Claudio Scajola, ha consentito di non seguire il caro-petrolio.«Per il gas, la variazione nel periodo settembre 2004-maggio 2005 rispetto ai nove mesi precedenti della media delle quotazioni dei greggi e dei prodotti petroliferi, cui è indicizzato il valore della materia prima, ha determinato un aumento del 3,7\% in media nazionale, comprese le tasse». Il prezzo finale per chi utilizza fino a 200 mila metri cubi di gas l`anno, definito dall`Autorità e che deve essere offerto obbligatoriamente ai venditori accanto ad eventuali diverse proposte, è «ora pari a 62,29 centesimi di euro al metro cubo».L`elettricità non aumenta (sia per le famiglie che in media nazionale) nonostante i forti recenti rialzi dei prodotti petroliferi e dei combustibili utilizzati per la produzione elettrica (+18,6\% l`incremento del petrolio rispetto al trimestre precedente), afferma l`Authority, precisando che «per la famiglia residente con una potenza impegnata di 3 kW e consumi di 225 kWh mensili, che rappresenta la grande maggioranza dell`utenza domestica, la tariffa elettrica del prossimo trimestre resta quindi quella già in vigore, pari a 10,84 centesimi di euro per kWh al netto delle imposte».L`aumento delle componenti tariffarie, infatti, è stato compensato dall`Autorità «utilizzando gli accantonamenti destinati al rimborso degli stranded cost, e sospendendo transitoriamente altre componenti tariffarie il cui gettito risultava anticipato rispetto al riconoscimento alle imprese dei relativi rimborsi». Lo scorso 22 giugno il governo è intervenuto per frenare l`impatto del caro-greggio sulle bollette elettriche con un provvedimento che prevede la diluizione dei rimborsi attraverso un meccanismo che permette all`Authority di avere a disposizione circa 400 milioni di euro da usare per contrastare ed assorbire l`incremento tariffario che sarebbe dovuto scattare per l`incremento del greggio.
«Gli andamenti dei prezzi dei combustibili per la produzione elettrica, che incidono sui prezzi degli acquisti di elettricità operati dall`Acquirente Unico per il mercato vincolato, hanno determinato un aumento della relativa voce di tariffe del 6,2\%, compensato per la gran parte (grazie ai fondi resi disponibili dal decreto ministeriale) dalla diminuzione della componente relativa agli incentivi per le fonti rinnovabili e assimilate, e al ridimensionamento transitorio di altre componenti tariffarie relative agli oneri di sistema», spiega l`Autorità, mettendo in evidenza che «le strategie di acquisto dell`Acquirente Unico hanno permesso un contenimento del costo della componente produzione elettrica di circa il 3\% rispetto a quello che sarebbe stato l`onere determinato con il precedente sistema di aggiornamento tariffario, basato esclusivamente sugli andamenti dei prezzi internazionali dei combustibili».Protestano i consumatori. «E` un`ennesima stangata sulle famiglie». – dice il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti. «Questo aumento del 3,7\% del gas ha una ricaduta su un consumo medio di una famiglia media di 33 euro. Il governo da quattro anni continua a fare solo propaganda invece di trovare soluzioni per rilanciare con i consumi degli italiani la competitività del paese»
I consumatori sono preoccupati. «Il caro-carburanti – dice il Codacons – incide pesantemente sull`inflazione; basti pensare che l`80\% dei beni di largo consumo sono beni trasportati, il cui prezzo cresce all`aumentare dei prezzi del carburante, con un`incidenza tra lo 0,3 e lo 0,4\%. È per questo che è necessario un intervento urgente del Governo. Gli aumenti dei prezzi dei carburanti, in un anno, andranno ad incidere sui bilanci delle famiglie, tra costi diretti e indiretti, per almeno 220 euro».
Proprio sulla questione energia e prezzi il governo intende mettere un argine agli aumenti. Il ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola sarebbe propenso ad insediare una speciale task force di esperti per mettere a punto un pacchetto di misure anti-rincari sul gas e, se sarà possibile, anche sui carburanti.
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