4 Gennaio 2006

Gas, l`emergenza è finita

Gas, l`emergenza è finita


Ma i consumatori lanciano l`allarme: altra stangata di 120 – 180 euro




ROMA L`emergenza Gazprom è finita, ma le difficoltà dell`Italia sul fronte del gas rimangono. La riapertura dei rubinetti da parte del colosso russo ha fatto tirare un sospiro di sollievo all`Europa, ma ha anche rotto definitivamente il velo sulla grande debolezza che caratterizza il continente e in particolare il nostro Paese, dipendente dall`estero per la quasi totalità degli approvvigionamenti. Una debolezza che il Governo intende affrontare con nuove misure immediate, come l`interrompibilità dei grandi clienti, ma anche con un piano a lungo termine, per il quale chiede una sorta di patto bipartisan a tutte le forze politiche, perché il rischio di rimanere a secco permane come una spada di Damocle sulla testa di famiglie e imprese. La giornata, per la verità, era cominciata con nuovi dati allarmanti. L`Eni faceva infatti sapere che anche ieri le consegne di gas russo erano risultate inferiori alla norma, con un calo del 19%, pari al 4% dei consumi totali. Dopo poche ore, però, il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola assicurava, all`unisono con gli altri partner europei, che le consegne erano tornate normali e pari a 3,3 milioni di metri cubi l`ora. Un ritorno alla normalità certificato anche dai tecnici dell`Eni nel tardo pomeriggio, quando una nota ufficiale ha riferito del ritorno al 100% del rapporto tra gas richiesto e gas consegnato. L`emergenza, dunque, può considerarsi almeno per il momento risolta. Irrisolti sono invece i problemi strutturali nei quali l`Italia si dibatte da decenni e che vanno affrontati per porsi al riparo da altre crisi internazionali di questo tipo. La situazione è stata affrontata nel corso di una riunione straordinaria del Comitato d`emergenza e monitoraggio del sistema del gas naturale, da cui è uscita una sorta di lista di cose da fare che vede al primo posto l`interrompibilità dei grandi clienti in senso anti blackout, sulla falsariga di quanto già avviene per l`elettricità. L`idea era già stata avanzata dall`Autorità per l`energia e verrà messa a punto nei dettagli nella prossima riunione del comitato programmata per il 9 gennaio: in sostanza, il sistema prevede la possibilità di distacchi della fornitura ai grandi clienti che si renderanno disponibili in cambio di una agevolazione tariffaria. Se questa è una misura applicabile in breve tempo, più complessa appare la ricetta proposta da Scajola per risolvere in maniera radicale il problema. Si va dal raggiungimento di un nuovo mix energetico che riduca la dipendenza dal petrolio entro il 2010 al recupero dei ritardi nel potenziamento dei gasdotti (in particolare quello dall`Algeria), dalla realizzazione di nuovi terminali di rigassificazione agli incentivi per la realizzazione di nuovi stoccaggi, fino al ritorno al nucleare «riprendendo un percorso senza dogmi e tabù, senza prese di posizione demagogiche e passatiste». Un piano d`azione ambizioso e a largo raggio, che porti l`Italia fuori dal tunnel, ma che per essere realizzato ha bisogno del contributo di tutti: quindi, a giudizio di Scajola, serve «un patto per una nuova politica energetica» e per questo il ministro ha rivolto un appello a «tutte le forze responsabili». Allarme consumatori: verso aumenti di 120 – 180 euro. L`Eni smentisce – L`allarme, adesso, è per le bollette. A lanciarlo sono le associazioni dei consumatori, secondo cui la disputa fra Russia e Ucraina sul fronte del gas porterà inevitabili aumenti per le famiglie, già alle prese con una lunga serie di rincari per l`anno appena cominciato. A smorzare l`allarme è però l`amministratore delegato dell`Eni, Paolo Scaroni, secondo cui non ci sono fondati timori in questa direzione. La decisione, dunque, spetta all`Autorità per l`energia, e non arriverà prima della fine di marzo: fino ad allora, infatti, restano in vigore le tariffe messe a punto alla fine di dicembre. La stangata prevista dall`Intesa dei consumatori non è di poco conto. Secondo il pool di associazioni (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) il rincaro si aggira sui 10-15 euro al mese e quindi 120-180 euro annui a famiglia. I problemi, ovviamente, secondo l`Intesa toccheranno tutti i Paesi coinvolti, ma in particolare per l`Italia «si possono ipotizzare ricadute molto forti», non solo per l`aumento del gas in senso stretto, ma anche per le ricadute su tutti i prodotti energetici e sui costi di commercializzazione e produzione dei beni di largo consumo. All`allarme prezzi, tuttavia, almeno per il momento non si allinea Scaroni: «L`Autorità – sottolinea l`ad del Cane a sei zampe – ha appena fissato i nuovi prezzi per il trimestre 1 gennaio-31 marzo, che sono prezzi sostanzialmente invariati in rapporto all`anno precedente» e poi le scorte accumulate consentono un certo grado di tranquillità per 15-20 giorni. È vero, riconosce però Scaroni, che «c`è penuria di gas nel mondo, i prezzi del petrolio rimangono alti e quindi certamente il gas rimane un bene prezioso». Un bene sul quale l`Italia conta un po` troppo, visto che l`ha scelto massicciamente sia per il riscaldamento che per la produzione di energia elettrica. Al di là dei rischi per i portafogli derivanti dalla situazione congiunturale, dunque, è ora di cambiare. L`Intesa sollecita così l`approvazione di un piano energetico «basato su risparmio e fonti alternative», mentre l`Adiconsum preme perchè l`Italia sia meno dipendente dall`estero e vengano trasferite in mani pubbliche le reti di trasporto e i depositi di stoccaggio: pollice verso, infine, per l`interrompibilità dei grandi clienti i cui costi, osserva ancora l`Adiconsum, verrebbero scaricati ancora una volta sulle famiglie.



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