Gas, la Russia taglia il 5,4%
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Scajola: «Ma gli italiani non hanno patito il freddo»
ROMA Diminuisce la quota di gas non consegnato dalla Russia. Le previsioni per ieri, si legge in una nota dell`Eni, stimano in 4 milioni di metri cubi, su 74 milioni richiesti, il taglio operato. Si tratta di una riduzione percentuale del 5,4%, con un impatto sui consumi pari all`1,5%. Quanto alla giornata di sabato, a fronte di una richiesta anche in questo caso di 74 milioni di metri cubi, non ne sono stati consegnati 6 milioni (l`8,1%), con un impatto sui consumi del 2,1%. «La riduzione del gas, le cui previsioni sono tendenzialmente in diminuzione – ricorda l`Eni – è stata compensata tramite gli stoccaggi di modulazione». «Stiamo governando l`emergenza gas con molta serenità e determinazione. Non si è fatto patire agli italiani, nonostante le imprevidenze del passato, nè il freddo nè la mancanza di corrente elettrica», ha detto il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ieri a Palermo, per firmare i contratti di programma tra il ministero e Fiat Auto, Colacem e Coprit. «Ci auguriamo, se non ci saranno fatti nuovi – ha aggiunto – di potere uscire da questo inverno particolare e da questa crisi del gas con la Russia nel modo più sereno. Certo è che bisognerà poi cominciare a capire che con il partito del no, no ai rigassificatori, no alle condotte, no al nucleare, no all` eolico non si va da alcuna parte».. E intanto l`Intesa Consumatori sostiene che la multa di 290 milioni inflitta all`Eni deve essere utilizzata per rimborsare gli utenti, che pagano bollette tra le più elevate d`Europa. E sottolinea che «a monopoli, oligopoli e cartelli come Eni ed Enel è consentito di determinare le politiche energetiche che non coincidono nè con gli interessi del Paese nè con quelli dei consumatori». L`amministratore delegato dell`Eni, Paolo Scaroni – prosegue la nota – che ottiene «super-profitti dalla rendita gasifera sulle pelle di milioni di famiglie stremate, non può sostenere che è sbagliato vendere Snam Rete Gas, perchè non si fa così l`interesse dei consumatorì». La crisi del gas che stiamo vivendo – sostengono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – al contrario di quanto afferma Scaroni, non è stata causata dal fatto che il settore elettrico ha ritirato molto più gas di quello che si prevedeva, ma dalla politica di strozzatura, effettuata dall`Eni e dalle società controllate, per impedire maggior esportazione di gas dai Paesi mediorientali fornitori: se ci fossero stati quegli investimenti – secondo l`Intesa – l`Italia avrebbe superato brillantemente la carenza temporanea del gas russo, che ha un impatto limitato al 28% del fabbisogno. «Scaroni, invece di affermare che non bisogna smontare questo business fiorente per l`Eni, ma non per le tasche delle famiglie – si legge nella nota dei consumatori – dovrebbe spiegare come ridurre la spesa per le bollette di luce e gas pari ad oltre 1.300 euro l`anno, con aumenti costanti e superiori al tasso di inflazione, mentre la media dell`Europa per analoghe bollette si attesta a circa 970 euro». Gli ultimi cinque anni – ricorda l`Intesa – sono stati disastrosi per le tasche delle famiglie, anche per la totale assenza di un politica energetica, dettata più che mai dai monopolisti Enel ed Eni, che hanno registrato utili di bilancio stratosferici,sulla pelle dei consumatori. «Il governo che verrà – conclude la nota – oltre a sottrarre le linee di politica energetica ai monopolisti, si dovrà impegnare a ridurre le tariffe mediante revisioni ed armonizzazioni dell`Iva ed a praticare quel risparmio energetico possibile, che non coincide con gli interessi di Eni ed Enel impegnate a far lievitare sia i consumi che le tariffe». In serata una nota dell`Eni in risposta alle tesi dei consumatori spiega che «le tariffe relative al gas vengono decise autonomamente dall`Autorità per l`Energia Elettrica ed il Gas».
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