Gas e luce, i consumatori al governo: “Liberalizzazioni sì, ma occhio alle regole“
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fonte:
- Liberazione
Il primo luglio i mercati saranno aperti, le associazioni chiedono una tariffa di riferimento trasparenza, criteri di confrontabilità, un prezzo unico nazionale e precise sanzioni
La dead line è da tempo fissata per il primo luglio, data entro la quale i mercati di gas ed elettricità dovranno essere totalmente liberalizzati, ma si attendono in settimana le delucidazioni del Consiglio dei ministri su come dovrà avvenire, in pratica, una transizione resa complessa dalle posizioni quasi monopolistiche degli attuali fornitori. Come evitare che l`apertura del mercato, invece di favorire i consumatori, subisca lo stesso destino del settore assicurativo e della telefonia “dove la liberalizzazione mal fatta si è tradotta in maggiori profitti per le grandi imprese e nessun guadagno per i cittadini“? se lo chiede Paolo Landi, presidente di Adiconsum, nel ricordare l`annosa vicenda delle tariffe Rca salite del 15-20 % a fronte di un`inflazione che non superava il 2, e se lo chiede durante una conferenza stampa appositamente allestita dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, una sorta di federazione dell`associazionismo di settore, da Adusbef a Adiconsum, passando per Codacons, Cittadinanzattiva e Federconsumatori, solo per citarne alcune. Le misure di tutela delle famiglie e delle piccole imprese che le associazioni hanno individuato e presentato ai giornalisti e al rappresentante dell` Authority per l`energia Giulio Fanelli, sono razionali quanto sensate, e si muovono nell`ambito di quella “transizione guidata“ suggerita anche dalla Direttiva europea. In primo luogo si chiede all`Authority di stabilire una tariffa di riferimento, senza la quale è davvero difficile immaginare come i cittadini possano scegliere un nuovo gestore. Su questa falsariga si muovono le richieste relative alla trasparenza e a criteri di confrontabilità ben definiti, regole da far rispettare anche fissando precise sanzioni. Restano due aspetti ancora più importanti: una tariffa “sociale“ per le fasce più deboli, da concordare prima che vengano varate le liberalizzazioni, e un acquirente unico per la tutela di famiglie e piccole imprese perché, se il mercato viene lasciato a se stesso, l`energia a basso costo finirà tutta nelle mani degli oligopoli mentre alle famiglie e alle piccole imprese non resterà che quella più costosa. Infine le associazioni chiedono di fissare un prezzo unico nazionale per evitare squilibri fra le diverse aree geografiche del paese. Se tutto ciò è valido per le forniture elettriche, dove l`Enel detiene ancora una larghissima fetta di mercato, lo è ancora di più per il gas con l`Eni che gestisce tutto l`upstream (cioè gli approvvigionamenti dai giacimenti) e almeno la metà della distribuzione. Un problema, quello del gas, che richiama in causa l`indagine sui misuratori attualmente in corso fermo restando, come sottolinea Landi, che “una vera liberalizzazione presuppone che il controllo della quantità e della qualità del gas venga affidato a terzi, per esempio all`Authority“. Altro problema riguarda la separazione proprietaria di Snam Rete Gas e di Stogit dall`Eni, per una riorganizzazione complessiva della rete distributiva che coinvolga sia gli operatori istituzionali che altre aziende. Va sottolineato che le associazioni dei consumatori non sono affatto contrarie alla ricetta Bersani e manifestano anzi una comunità di vedute su alcune questioni chiave (come ad esempio la necessità di costruire i rigassificatori prendendo per buoni i dati, contestati da molti esperti, sugli effettivi consumi di gas nel nostro paese) ma sottolineano la necessità di fissare delle regole perché la libera concorrenza riesca davvero a migliorare i servizi e abbassare delle tariffe che sono fra le più alte d`Europa.
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