Gas e giornali, scoppia la polemica a Report
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fonte:
- L`Unità
“Libero“ sotto accusa: “Regala migliaia di copie“. Querela anche l`Eni
TELEVISIVAMENTE parlando, il momento migliore ce lo regala il direttore di Libero, Vittorio Feltri: il quale – inquadrato dal basso, com`è uso nella trasmissione di Milena Gabanelli – urla, strabuzza gli occhi e impreca contro il cronista che ha di fronte. Folklore televisivo a parte, questa volta Report ha fatto il pieno: due querele, uno sciopero di quattro giorni della più grande agenzia di stampa italiana, una smentita e un record d`ascolti. Sul fronte degli arrabbiati, nientemeno che l`Eni, che ha annunciato le vie legali pochi minuti dopo la fine della trasmissione, il quotidiano Libero, accusato di regalare migliaia di copie gonfiando il “venduto“ del giornale allo scopo fare incetta dei soldi del finanziamento pubblico, e i giornalisti dell`agenzia Ansa, furiosi non nei confronti della trasmissione d`inchiesta di Rai3, bensì del presidente dell`agenzia nonché presidente della federazione italiana degli editori (Fieg), Boris Biancheri. Procediamo con ordine, come si suol dire. La puntata di Report era divisa in due. La prima parte presentava il seguito di un`inchiesta, che fece molto discutere già qualche mese fa, sul finanziamento pubblico all`editoria. Sotto la lente d`ingrandimento, in particolare, proprio il giornale diretto da Feltri, per quelle copie che in grande quantità si trovano gratis -secondo Report – sugli Eurostar o alle fermate della metropolitana. Apriti cielo: è subito querela, senza se e senza ma. Secca la risposta di Gabanelli: “Feltri ci querela? Lo faccia. Noi porteremo al giudice le nostre prove, lui porterà le sue“. Poi il pezzo col presidente dell`Ansa Biancheri. Il quale nel bel mezzo dell`intervista – e curiosamente indifferente alla telecamera che si trova piazzato davanti – sibila: “Non mi citi, ma è chiaro che qui c`è un quindici per cento di personale di troppo…“. Risultato: sciopero immediato. Seconda parte. Un`ampia e documentatissima inchiesta di Giorgio Fornoni. Che racconta da dove viene, quanto ci costa e dove finisce il gas che arriva nelle nostre caldaie: un viaggio cha arriva anche in Kazakistan, dinnanzi ad accigliati funzionari kazaki molto evasivi, passa dall`Algeria e dall`Egitto e finisce nelle case di alcuni pensionati italiani che osservano i misteri della propria bolletta. E qui il senso fondamentalmente è uno: l`Italia pagherebbe il gas, sostiene Report, più di quanto dovrebbe pagarlo. E supponibilmente lo fa per motivi politici. Ieri mattina le reazioni sdegnate dell`Eni, che “nota con stupore le incorrettezze e distorsioni dei fatti illustrati“. Gabanelli replica: “L`Eni dice che avremmo distorto la realtà ma non indica in quale punto dell`inchiesta. Noi abbiamo esercitato il diritto di cronaca e critica. Minacciare querele per aver posto dubbi è un atto intimidatorio grave che contrasta con la libertà d`informazione“. Sulla questione è intervenuto anche il Codacons, che chiede all`Authority di acquisire il filmato dell`inchiesta. PS. Sul fronte del Dio Auditel, Report ha segnato domenica uno dei suoi picchi di sempre: quasi tre milioni di spettatori con il 14,14% di share.
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