27 Novembre 2001

Gas domestico, l`aliquota Iva è al 20 per cento

Dal Giudice di Pace Pasquale Poso una sentenza che farà discutere. Respinte le istanze dei consumatori

Gas domestico, l`aliquota Iva è al 20 per cento

Dal Giudice di Pace di Lecce Pasquale Poso arriva una sentenza che farà sicuramente discutere. L`aliquota Iva da applicare alle forniture di gas domestico viene riconosciuta nella misura del venti per cento, indipendentemente dalla quota parte di gas che viene impiegata per la cottura dei cibi. Vediamo di spiegare. Nella fornitura di gas e di altre forme di energia gassosa, la legge attualmente in vigore, individua due aliquote da applicare agli importi in fattura. Un`aliquota del dieci per cento, per il gas fornito per gli usi in cucina, per la cottura di cibi e vivande; e un`aliquota doppia, del venti per cento, da applicare alle forniture di gas per riscaldamento e per usi igienici e sanitari, quali scaldabagni, docce e lavatoi. In passato, le associazioni dei consumatori, compresa la sezione leccese del Codacons, si sono battute per denunciare l`applicazione unica, al venti per cento, da parte della Camuzzi e di tutti i concessionari del servizio di fornitura del gas. La stessa Cassazione, in qualche circostanza si era espressa con un distinguo, indirizzato ad evitare ulteriori controversie. In pratica – è stato sempre sostenuto – perchè corrispondere allo Stato, delle somme non dovute, rivenienti dalla maggiore iva applicata? «La Camuzzi, trascinata in giudizio da alcuni utenti – ha spiegato l`avvocato Poso – ha sostenuto l`impossibilità di quantificare il volume di gas che viene bruciato per riscaldare l`abitazione e l`acqua del bagno, per esempio e quello che invece viene impiegato ai fornelli della cucina». «Se invece l`utente predisponesse un impianto con due contatori, in grado di rilevare i due diversi consumi – sottolinea l`estensore della sentenza – le aliquote da applicare sarebbero due, con evidente risparmio da parte del cittadino. Ma questo non può essere compito della società di erogazione del gas, la quale – aggiunge Poso – deve solo fornire il gas fino all`abitazione del richiedente». Sono numerosi gli utenti colpiti dalla sentenza sfavorevole. Si pensi, per esempio, a tanti ristoranti e mense collettive. Un aspetto comunque è certo; in questo modo lo Stato si rende protagonista di un «arricchimento illecito», a spese dei cittadini. «La sentenza che ho emesso – sottolinea il giudice Poso – non mi lascia soddisfatto; penso che la materia dovrebbe essere disciplinata dal Parlamento; si potrebbe tenere conto, ad esempio, che nel periodo estivo il gas non viene impiegato per riscaldare l`abitazione; oppure stabilire un forfait. Ma la materia deve essere disciplinata da una legge».
Nell`attesa, l`utente regala soldi allo Stato.

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