Gas: consumatori preannunciano nuova stangata sui prezzi
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Le associazioni dei consumatori affermano che la disputa fra Russia e Ucraina sul fronte del gas portera` inevitabili aumenti per le famiglie, gia` alle prese con una lunga serie di rincari per l`anno appena cominciato.
L`amministratore delegato dell`Eni Paolo Scaroni è intervenuto a smorzare l`allarme affermando che “non ci sono fondati timori in questa direzione“. La decisione sulle tariffe, dunque, spetta all`Autorita` per l`energia, e non arrivera` prima della fine di marzo: fino ad allora, infatti, restano in vigore le tariffe messe a punto alla fine di dicembre.
La stangata prevista dall`Intesa dei consumatori non è di poco conto. Secondo il pool di associazioni (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) il rincaro si aggira sui 10-15 euro al mese e quindi 120-180 euro annui a famiglia. I problemi, ovviamente, secondo l`Intesa toccheranno tutti i Paesi coinvolti, ma in particolare per l`Italia “si possono ipotizzare ricadute molto forti“, non solo per l`aumento del gas in senso stretto, ma anche per le ricadute su tutti iprodotti energetici e sui costi di commercializzazione e produzione dei beni di largo consumo.
La partita sul gas, insomma, seguira` le orme gia` tracciate dal petrolio, che ha fatto impennare prezzi e tariffe per tutto il 2005. Anche l`Adiconsum lancia l`allerta, osservando che “il problema si porra` qualora la crisi russo-ucraina non dovesse avere una soluzione rapida“. Scaroni però non si allinea all`allarme prezzi sostenendo che: “L`Autorita` ha appena fissato i nuovi prezzi per il trimestre 1 gennaio-31 marzo, che sono prezzi sostanzialmente invariati in rapporto all`anno precedente“ e poi le scorte accumulate consentono un certo grado ditranquillita` per 15-20 giorni. E` vero, riconosce pero` Scaroni, che “c`e` penuria di gas nelmondo, i prezzi del petrolio rimangono alti e quindi certamente il gas rimane un bene prezioso“: un bene sul quale l`Italia conta un po` troppo, visto che l`ha scelto massicciamente sia per il riscaldamento che per la produzione di energia elettrica.
Al di la` dei rischi per i portafogli derivanti dalla situazione congiunturale, dunque, e` ora di cambiare. L`Intesa sollecita l`approvazione di un piano energetico “basato su risparmio e fonti alternative“, mentre l`Adiconsum preme perche` l`Italia sia meno dipendente dall`estero.
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