17 Agosto 2004

Gare truccate, complotti e affari per lo sci mondiale

Gare truccate, complotti e affari per lo sci mondiale

SULMONA – Le accuse dalle quali Camillo Valentini non potrà più difendersi sono pesanti. Nelle 38 pagine dell?ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip, Luigi D?Orazio, si contesta il reato di concussione. E si ipotizza che il sindaco abbia abusato del suo «potere» e del suo «prestigio» e della sua «rete di amicizie».
Dapprima per impedire che la società Immobiliare Aurora ottenesse il condono di una palazzina costruita dalla Edilmonte a ridosso di un costone. Risultato ottenuto anche grazie al sostegno di perizie concordate con il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Poi per imporre ai proprietari dell?edificio le sue richieste in cambio della soluzione del contenzioso. Una transazione che, secondo i magistrati, passava per suoi interessi personali e per un complotto ai danni di un carabiniere. Secondo l?accusa, poi, la capacità di delinquere di Valentini emerge dal suo attivo coinvolgimento «in relazione al controllo degli appalti legati al programma operativo Ski World Cup per un importo complessivo di circa 44.330.000 euro».

Nell?ordinanza si contestano «gli atti volti a vanificare o impedire l?esito favorevole delle vicende giurisdizionali in corso». E la «proposta transattiva eccessivamente onerosa che comprendeva 78.000 euro di spese legali e tecniche e l?esecuzione di lavori di consolidamento del versante Punta rossa, previo l?acquisto dell?area comunale interessata». Ma anche l?esecuzione di prestazioni estranee all?affare «e di cui Valentini nutriva un personale interesse». Il raddoppio del sottopasso ferroviario in via dei Tigli che «aveva incidenza su un progetto immobiliare della ditta Sole srl di cui Valentini è socio di fatto, dietro copertura del padre». Al sindaco vengono imputati gli «atti volti a frustrare le aspettative di giustizia» dell?Immobiliare Aurora. Tra cui le perizie di Del Sordo («contenuto modificato e concordato con Valentini»), del consulente del Codacons Floriano Villa («impostata secondo le sue indicazioni») e la relazione di Di Carlo («da questi solo sottoscritta»).

Si citano anche le intercettazioni telefoniche tra Valentini e Rienzi del Codacons che dice: «Villa adesso deve fare una bela… tu gli fai il robusto corpo e lui ci mette l?infiocchettatura». O ancora Rienzi che dice «non mi piace» (quella di Villa, ndr ) e il sindaco risponde: «Ti preparo la relazione più chiara, te la mando e la facciamo firmare come Codacons». «Mai preso soldi o ricevuto favori per perizie fasulle. Abbiamo collaborato perché non ci fosse un secondo Vajont – replica Rienzi -. I colloqui ci sono stati, ma perché noi del Codacons avevamo la certezza che ci fosse il rischio di crollo del costone. E noi suggerivamo al sindaco quali periti potessero dire la verità».

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