5 Ottobre 2014

Garante multa studio radiologico

Garante multa studio radiologico

SAVONA. I pazienti firmavano i moduli coni loro dati sensibili (anagrafici e sulle loro condizioni di salute) prima di andare a fare i raggi nello studio privato di via Pirandello senza preoccuparsi più di tanto del loro utilizzo. A cosa servivano? E la loro destinazione? Quale l’ uso dei fogli con i dati sottoscritti? Dove venivano custoditi i moduli? Chi li gestiva? Alla fine le schede finivano in mano a società di assicurazioni e nei database di finanziarie italiane e straniere, fondi integrativi, per uso commerciale e per proporre offerte e prestiti. Una violazione della privacy da parte dei responsabili di uno studio radiologico privato di Savona segnalata dal Codacons che ha fatto intervenire con una segnalazione sul caso l’ ufficio nazionale del Garante per la protezione dei dati personali di Roma. Il garante ha riconosciuto come fosse “poco chiaro” l’ avviso di utilizzo dei moduli che venivano firmati. Dopo un lungo iter, ancora in corso, si è arrivati così aduna prima sanzione di 16 mila euro. Una cifra che all’ inizio del contenzioso (2009) era molto più alta. E dopo i vari ricorsi (2012) sarebbe destinata a scendere ulteriormente. A meno di una decina di migliaia di euro. Si tratta dello studio radiologico “Essepi” di Ugo Riba a cui poi è subentrato (successivamente alle contestazioni sulla privacy) il gruppo di Alessio Albani che ha incorporato la società tramite la “Liguria Radiologia srl” a cui è stata poi notificata nel marzo scorso la sanzione amministrativa. Ora oggetto di impugnazione in Tribunale. La questione era arrivata all’ ufficio del Garante il 29 settembre 2009. Il Codacons segnalava il caso dei pazienti che nello studio di via Pirandello mettevano la loro firma e davano il consenso al “trattamento” dei dati prima di un’ ecografia. Poi i loro dati finivano sul mercato a fini commerciali. Secondo il garante Soro, per maggiore chiarezza, dovevano essere predisposti singoli moduli da far firmare ai pazienti specificando la destinazione dei dati. Che fossero per “privati”, “Asl” o “assicurazioni”. Tre voci, tre moduli. E non un modulo comprensivo di tutte le finalità. Il Garante ha contestato la non corretta informativa nei moduli utilizzati. Invece l’ informativa predispo sta da “Liguria Radiologia” , secondo il Garante, nel proprio modulo di consenso informato non avrebbe registrato uno specifico consenso da parte del paziente. La “Liguria Radiologia” di via Pirandello in sede difensiva aveva anche provato a giustificarsi spiegando che i moduli incriminati li aveva ereditati dalla precedente gestione, quella della società Studio Radiologico Essepi. Ma il garante li ha chiamati in causa lo stesso: «La circostanza che tale modello sia stato predisposto dallo Studio Radiologico Essepi e poi utilizzato dalla Liguria Radiologia, quale società incorporante, non vale ad escludere la responsabilità di quest’ ultima rispetto alle violazioni contestate. La società risultante dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione».
alberto parodi

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