GARAGE AL RIALZO
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fonte:
- Libero
I più jellati sono i 187 di via Nikolajevka. Avevano comprato un box a 13 mila e 933 euro. Ne pagheranno più di 19 mila. Questo è ciò che capita spesso a Milano quando si compra un garage in una struttura che ancora deve essere costruita al momento della firma del contratto. La ragione la spiega il consigliere comunale azzurro Armando Vagliati: “Molto semplicemente le scaricano tutti i costi imprevisti sugli acquirenti. Per farsi affidare i lavori dal Comune sparano il prezzo più basso possibile. Poi nessuno può impedirgli di fare ritocchi e chi paga sono gli acquirenti dei box“. In parole povere succede questo: le imprese edili partecipano a una gara d`appalto indetta dal Comune e vince chi riesce a garantire costi più bassi. Se ci sono rialzi dei costi durante i lavori, dovuti a imprevisti o rotardi, gli unici che ci perdono sono i cittadini che hanno comprato il box. La ditta non rischia assolutamente nulla. Nikolajevka non è affatto un`eccezione. La differenza di prezzo tra quanto pattuito all`origine e quanto dovuto alla consegna è in media dell`11,85 per cento. Ovviamente a sfavore di chi compra. Unica eccezione sono i garage di via Trechi, dove 137 fortunatissimi si sono visti fare uno sconto dell`11,40 per cento. Per il resto, per fare qualche esempio, in via Betulle i posti auto da 18 mila euro sono diventati da 20 mila euro, in piazza Po si è saliti da 20 mila euro a 23 mila euro e in via Adda i costi sono lievitati di quasi 4 mila euro. In alcuni casi gli adeguamenti del prezzo si sono limitati all`indice Istat. Ma gli altri? Il fatto è che la documentazione di gara del Comune non è sempre precisa. Spesso la falda acquifera affiora a una altezza maggiore rispetto a quella prevista e il parcheggio si allaga. I lavori del garage di viale Majno, per dirne una, sono rimasti bloccati per mesi per questa ragione. Come la falda, poi, anche i sottoservizi non sempre sono segnalati in maniera corretta. Così gli ingegneri si ritrovano fra i piedi tubature, fognature e altro che non avevano previsto. E cambiare in corsa i progetti costa caro. “Quello che vorremmo è che le aziende si accollassero il rischio di impresa invece di scaricarlo sui cittadini – continua Vagliati – e credo che tra poco riusciremo a cambiare la legge“. A settembre, secondo i piani del consigliere forzista, verrà approvata una delibera per risolvere la questione. “L`avevo già sollevato anch`io questo problema“, aggiunge Marco Osnato, presidente della commissione Trasporti. “Quello che è successo in passato ormai rimane così, ma per il futuro vogliamo prevedere dei tetti massimi di aumento. Che poi dovrebbero essere sostenuti dall`azienda, visto che fa parte dei normali rischi d`impresa“. Sull`ipotesi di fornire aiuto agli acquirenti è d`accordo anche il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: “Il rincaro dei box non sarebbe risolvibile se il costruttore fosse una cooperativa dove tutti i soci costruttori sono anche gli acquirenti: in questo caso non possono che pagare di tasca loro. Ma nel caso di un`azienda venditrice basterebbe introdurre delle cautele nel contratto“. Il presidente milanese del Codacons Marco Donzelli parla di “alcuni episodi in cui i contratti sono capestro. Ma visto che la gara d`appalto la fa il Comune, può dare anche delle disposizioni per cambiarli“. Alcuni cittadini furibondi si sono anche rivolti ad Altroconsumo. “Mi è capitato di vedere molti rialzi, sia nei garage che nelle case in costruzione“, conferma il presidente Paolo Martinello. “Il compratore deve stare attento al momento della firma del contratto: è vero che ci possono essere degli imprevisti che non dipendono dall`azienda che vende l`immobile, ma è anche vero che gli aumenti di prezzo, qualora si verifichino, non possono essere assorbiti solo dall`acquirente“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
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