13 Giugno 2015

Gang col machete, Maroni: licenza di sparare

Gang col machete, Maroni: licenza di sparare assalto a villapizzone, il governatore invoca i militari. l’ affondo del
comune: assurda chiamata alle armi solidarietà bipartisan alla vittima
in ospedale. vertice in prefettura, pronta la mappa delle stazioni a
rischio.

«Che si fa, si porge l’ altro braccio?», dice Roberto Maroni. L’ aggressione a colpi di machete sul treno che porta a Expo diventa il giorno dopo l’ occasione per l’ ennesimo scontro politico sul tema della sicurezza. La proposta del governatore lombardo è di quelle destinate a far discutere: «Mettiamo i militari e la polizia per contrastare questi fenomeni sui treni». Con licenza nel caso di sparare, suggeriscono a Maroni? «Sì certo, è legittima difesa; voglio qualcuno che impedisca queste cose e se è necessario sparare, spari». Maroni parla a margine del forum Italia – America Latina, tra gli ospiti d’ onore c’ è anche il premier Matteo Renzi. I due si stringono la mano e siedono l’ uno a fianco all’ altro dietro il tavolo della presidenza. Senza comunque risparmiarsi sferzate intorno al tema sicurezza e immigrazione. Renzi evita l’ affondo diretto ma insomma si fa capire: «Nel mondo di oggi ci sono tanti che abbaiano alla luna, vivono sulle paure e pensano che l’ unica dimensione sia chiudersi a chiave in casa». Replica a margine: «Non si riferiva a me, io uso il cervello, ma purtroppo non c’ è peggior sordo di chi non vuole sentire. La paura c’ è e deriva da fatti concreti, non da chiacchiere: il governo deve intervenire e non so che cosa aspetta». In realtà le parole di Maroni sono una fotocopia di quelle rilasciate di prima mattina dall’ assessore ai Trasporti di Palazzo Lombardia, Alessandro Sorte: «Il livello di insicurezza è troppo alto. Vogliamo il presidio dei militari in tutte le stazioni e sui treni forze dell’ ordine armate. Formate e pronte anche a sparare». «Lavoriamo insieme senza speculare sulla tragedia e senza lanciarsi in assurde chiamate alle armi», gli risponde da Palazzo Marino l’ assessore alla Sicurezza Marco Granelli. Un richiamo alla cautela arriva anche dagli stessi rappresentanti delle forze dell’ ordine: «Quella di Maroni è una provocazione che rischia di alzare inutilmente i toni, con effetti che possono anche sfuggire di mano», dicono i sindacati di polizia. A chiedere invece più agenti sui treni locali è il Codacons: «È necessaria una maggiore attività di controllo a campione sui nostri convogli», dice il presidente Carlo Rienzi. Al Niguarda, davanti al letto dove è ricoverato Carlo Di Napoli, per tutta la giornata è stato un viavai di politici. Il consigliere regionale Alessandro Alfieri ha portato la sua solidarietà a nome «di tutto il Pd», il ministro Maurizio Martina quella del governo, Marco Granelli quella del Comune. Poi la visita di Maroni: «Gli ho detto che la Regione si batterà perché si approvino misure per impedire il verificarsi di simili episodi. Abbiamo chiesto l’ intervento dei militari e della polizia, servono interventi urgenti». Nel tardo pomeriggio della vicenda si è parlato anche nel corso del comitato per l’ ordine e la sicurezza in Prefettura, convocato in origine sulla questione profughi. Comune, Regione, questore, prefetto e Trenord si rivedranno lunedì per disegnare una prima mappa delle stazioni a rischio sulla scorta delle segnalazioni arrivate negli ultimi mesi. Su quanti e quali uomini eventualmente impiegare in più nell’ attività di presidio, ieri però non s’ è parlato. Tantomeno – raccontano i partecipanti – della licenza di sparare sui treni. Andrea Senesi.

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