2 Aprile 2006

Ganasce fiscali, ecco come difendersi




Duemila debitori alle prese con i fermi amministrativi per il mancato pagamento di multe,tasse e contributi. In via Paruta, negli uffici del concessionario provinciale di riscossione anche ieri mattina c`era la coda di gente. E i casi prospettati allo sportello sono i più vari: c`è chi deve pagare una sanzione di appena 50 euro e chi deve versarne invece migliaia. C`è chi si è oramai rassegnato a pagare e chi invece contesta sanzioni per multe mai arrivate a casa. Cosa fare in questi casi? Il Codacons veneto, presieduto da Franco Conte, fornisce alcuni piccoli consigli. “Chi è alle prese con la pratica delle ganasce fiscali deve inviare una raccomandata al concessionario di riscossione chiedendo di sospendere il provvedimento in attesa di un chiarimento, specie se si tratta di multe mai arrivate al destinatario. Questo di fatto consente di aprire un dialogo con la Gest Line. Una copia della lettera va inviata anche alle associazioni di consumatori a cui si aderisce; in questo modo anche l`associazione ha titolo per dialogare con la Gest Line. Io personalmente ho incontrato recentemente il vice direttore generale della società, con il quale si è deciso di avviare un confronto su alcune situazioni particolari“. Anche il Movimento consumatori ha deciso di interessarsi alla vicenda dei duemila fermi amministrativi che minacciano cittadini che rischiano il blocco dell`auto per non aver pagato tasse, sanzioni, contributi o semplici contravvenzioni. Chi pensa di poter utilizzare comunque l`auto, bloccata dalla “ganasce fiscali“, rischia il pignoramento del mezzo. A volte si rischia grosso anche per una multa di poche decine di euro, che con il passare del tempo, è lievitata a dismisura. “Anche in questo caso, è possibile intervenire – prosegue Conte – certo non si può fare nulla sull`entità della sanzione ma se gli aumenti dovuti ai costi di esazione sono eccessivi, questi sono contestabili“.

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