Galoppa l’ inflazione, batosta per le famiglie
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- Quotidiano di Sicilia
PALERMO – Rialza la testa l’ inflazione e ad ottobre i prezzi crescono del +1,6% su base annua. Secondo le stime preliminari dell’ Istat, nel mese di ottobre appena trascorso l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività (Nic) registra una variazione nulla su base mensile e un aumento dell’ 1,6% su base annua (da +1,4% di settembre). Per l’ Istituto nazionale di statistica, la leggera ripresa dell’ inflazione si deve principalmente all’ impennata dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +5,6% di settembre a +9,3%) e all’ accelerazione dei prezzi dei servizi vari (da +0,5% a +2,3%), in parte mitigate dal rallentamento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (che passano da +2,4% a +0,8%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +1,9%). L’ inflazione accelera per i beni (da +1,7% registrato nel mese precedente a +1,9%) e per i servizi (da +1,0% a +1,3%); rispetto al mese di settembre il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane negativo e passa da -0,7 punti percentuali a -0,6. L’ inflazione acquisita per il 2018 è +1,2% per l’ indice generale e +0,7% per la componente di fondo. Si attenuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano da +1,5% a +1,0%, quindi al di sotto del livello dell’ inflazione generale, mentre i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’ acquisto passano da +2,3% a +2,1%, con una crescita più sostenuta di quella dell’ indice generale dovuta soprattutto ai beni energetici non regolamentati. it settore energetico e i rincari delle tariffe luce e gas hanno spinto verso l’ alto l’ inflazione – spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi -. In particolare vola il comparto ‘Abitazione, acqua, elettricità e combustibili’ che fa segnare l’ incremento tendenziale più alto (+4,3%), traducendosi in una maggiore spesa da +219 euro annui per una famiglia con due figli. Una batosta media da +625 euro annui per una famiglia con due figli. I rincari nel settore energetico, cui si associa la corsa dei prezzi dei carburanti, pesano come un macigno sulle famiglie italiane perché sono spese primarie non evitabili e hanno ripercussioni sui costi relativi alla casa, colpendo in particolare i ceti a reddito medio -basso e i nuclei numerosi – prosegue Rienzi -. Per questo chiediamo al Governo di realizzare l’ annunciato taglio delle accise sulla benzina, e di intervenire contro le speculazioni che si registrano nel mercato dell’ energia e che portano ad incrementi artificiosi delle tariffe”. 2 preoccupa anche l’ Unione Nazionale Consumatori per la quale si tratta di “un’ inflazione prevalentemente importata, dovuta ai prezzi energetici regolamentati, non indicativa certo di una ripresa della domanda e dei consumi”. “Secondo quanto stabilito da Arera, – rileva Massimiliano Dona, presidente di Unc, Unione nazionale consumatori – dallo scorso 1 ottobre per la famiglia tipo la bolletta dell’ elettricità ha registrato un aumento del 7,6% mentre la bolletta del gas del 6,1%, pari, su base annua, a 42 euro per la luce e a 67 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari a 109 euro. In compenso, positivo il rallentamento del carrello della spesa”. Secondo i calcoli dell’ associazione, per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’ inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 547 euro.
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