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25 Luglio 2015

Galletti: col piano ambientale una storia nuova

Galletti: col piano ambientale una storia nuova

contestato il sindaco: gli ambientalisti hanno chiesto le sue dimissioni.
Tommaso Tetro ROMA Nel giorno in cui una norma salva-Ilva incassa la fiducia in Parlamento, con il via libera della Camera al decreto fallimenti che corre già verso Palazzo Madama, continua a esserci una specie di discrasia interpretativa che ruota intorno al grande siderurgico tarantino. Da un lato sul piano nazionale e di governo, c’ è il ministro dell’ Ambiente Gian Luca Galletti che parla di una «storia nuova» grazie a un Piano ambientale da 1,6 miliardi; dall’ altro a livello locale i Verdi, insieme con gli ambientalisti, chiedono la testa del sindaco di Taranto Ippazio Stefano per voltare pagina. Quella dell’ Ilva per Galletti è sì «una storia brutta, di grande inquinamento ambientale, dove si è messa a rischio la salute di un’ intera città» che però «ora bisogna archiviare per aprirne una nuova e dimostrare che l’ ambiente può convivere con lo sviluppo e l’ occupazione». Una sfida per l’ Italia che per il ministro dell’ Ambiente deve puntare a «trasformare l’ Ilva nell’ azienda siderurgica più virtuosa dal punto di vista ambientale», senza «più porre il ricatto incivile e immorale» tra salute e lavoro. Intanto però, mentre era in corso il consiglio comunale a Taranto, Verdi e associazioni ambientaliste si sono presentati al Comune per chiedere le dimissioni del sindaco, che risponde dell’ accusa di abuso d’ ufficio ed è tra i 47 rinviati a giudizio nel processo sull’ Ilva. «Gli chiediamo di dimettersi – dicono – per dare alla città la possibilità di cambiare registro, oltre che per potersi difendere adeguatamente». Ma Stefano non ci sta, e dicendo di avere la «coscienza a posto» bolla il blitz come «una proposta poco democratica». Mentre il Codacons lancia un’ azione risarcitoria per gli abitanti di Taranto con la quale è possibile chiedere fino a 2.000 euro di danni anche solo per i rischi alla salute, scende in campo Confindustria Puglia che – in una lettera al presidente degli industriali Giorgio Squinzi, in occasione della decisione di fare il prossimo Consiglio generale nazionale il 24 settembre proprio a Taranto-mette in evidenza il «clima di incertezza e di preoccupazione» che da mesi si avverte «fuori e dentro la fabbrica», clima che sta producendo effetti a cascata «su tutto il sistema sociale, economico e produttivo».3.

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