4 Luglio 2019

Gaiatto condannato a 15 anni e 4 mesi Confiscati immobili, crediti e cambiali

oltre al danno patrimoniale, per le oltre mille parti civili, quello morale. riavranno il 130 per cento di quanto rimesso
Ilaria PurassantaPORDENONE. Quindici anni e quattro mesi, 36 mila euro di multa, confisca fino a 20 milioni di euro e risarcimenti milionari agli oltre mille risparmiatori truffati, oltre al pagamento delle spese legali delle parti civili. È il verdetto pronunciato ieri dal giudice Eugenio Pergola alle 13.05 in aula De Nicola, in un silenzio tombale, nei confronti del 44enne portogruarese Fabio Gaiatto. L’ imputato, difeso dall’ avvocato Guido Galletti, non si è presentato in tribunale: ha atteso nel carcere di Tolmezzo la sentenza.Il giudice ha ritenuto Gaiatto colpevole di tutte le accuse mosse dal procuratore Raffaele Tito e dal pm Monica Carraturo: associazione per delinquere, truffa aggravata, abusivismo bancario e finanziario, autoriciclaggio. Per l’ accusa Gaiatto era il vertice di una piramide composta da 18 indagati, la maggior parte procacciatori di clienti.Con il miraggio del trading nel mercato dello scambio di valute, Gaiatto ha attirato, secondo i pm, migliaia di risparmiatori, promettendo falsamente tassi di interesse esageratamente alti. In realtà i guadagni visionati dai clienti sulla app del telefonino erano fittizi. La Guardia di finanza di Portogruaro ha scoperto infatti che poco più dell’ 1 per cento del capitale è stato investito effettivamente nel forex, dove peraltro la Venice ha registrato soltanto perdite. Gli inquirenti ritengono che i soldi investiti dai nuovi clienti siano stati girati ai precedenti investitori in modo da alimentare il mito della Venice oppure siano stati impiegati per scopi del tutto diversi, come ha ricordato il procuratore Tito nelle repliche: acquisto di auto di lusso, immobili, investimenti finanziari imprenditoriali all’ estero. Gli inquirenti hanno contestato a Gaiatto e ai procacciatori di clienti anche la raccolta abusiva dei risparmi per milioni di euro. Nel mirino della Consob, che aveva segnalato la Venice già nel 2016, Gaiatto ha trasferito la sede delle società in Slovenia e Crozia. L’ ex trader è accusato di esercizio abusivo della professione bancaria per la concessione di 11milioni di euro di prestiti a tasso zero. Capitali che secondo l’ accusa erano provento delle truffe.L’ accusa aveva chiesto la condanna a 9 anni di reclusione. Il giudice è arrivato a infliggerne più di 15 perché non ha riconosciuto il vincolo della continuazione fra tutti i reati, ma ha operato una distinzione tripartita: associazione per delinquere, truffe aggravate e abusivismo finanziario in continuazione fra di loro; autoriciclaggio dei proventi della truffa sotto forma di prestiti in continuazione con l’ abusivismo bancario; la seconda ipotesi di autoriciclaggio (capitali dei risparmiatori impiegati nell’ acquisto di venti immobili) è stata considerata autonomamente.Sono 1.174 le persone offese individuate dai pm, per un totale di 26 milioni e 800 mila euro di risparmi andati in fumo. Il ristoro dei danni nonché il pagamento delle spese legali sostenute spetterà a tutti i risparmiatori che compaiono nel capo di imputazione e che si sono costituiti parte civile nel processo: sono oltre un migliaio. Gaiatto dovrà risarcire il 100 per cento del capitale investito dai clienti delle società Venice e in più versare il 30 per cento a titolo di danno non patrimoniale. Sulla carta le provvisionali ci sono. Il giudice ha quantificato in 50 mila euro il danno d’ immagine subito dal Comune di Portogruaro, dove Gaiatto ha aperto una sede della Venice e ha cominciato a proporre il trading online. Mille euro ciascuno di risarcimento simbolico sono stati assegnati alle associazioni di tutela Federconsumatori e Codacons.Il vero problema per le parti civili sarà recuperare le somme. Sarà lo Stato infatti a incamerare il compendio immobiliare da quattro milioni di euro, gli affitti degli alloggi, il diritti di credito e le cambiali croate relative ai prestiti. Il giudice ha disposto infatti la confisca dei venti immobili di proprietà della Studio holding, società croata amministrata dalla compagna Najima Romani, sequestrati fra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Croazia e Slovenia, dei diritti di credito e delle cambiali e di ogni altra utilità nella disponibilità futura di Gaiatto fino a 20 milioni di euro, come richiesto dall’ accusa. L’ ex trader ha già precisato agli inquirenti di aver messo a disposizione tutto ciò che possiede. È stato lui a indicare i due appartamenti in Slovenia, sequestrati lo scorso febbraio. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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