5 Marzo 2019

Gaiatto chiede l’ abbreviato Ammesse le oltre 800 parti civili

Fabio Gaiatto ha scoperto le sue carte: sarà giudicato con il rito abbreviato e quindi potrà godere dello sconto di un terzo della pena. La richiesta è stata formalizzata ieri dal suo avvocato Guido Galletti e ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla procura di Pordenone, che accusa il 44enne portogruarese di aver truffato oltre 2 mila clienti dai quali, pur non essendo un promotore abilitato, ha raccolto oltre 72 milioni di euro, restituendone solo 29. Gaiatto è stato arrestato l’ 11 settembre scorso e dunque tra una settimana sarebbero scaduti i termini di custodia cautelare, che ora invece sono prorogati di altri 6 mesi: il finto broker resterà dunque in cella a Tolmezzo e il giudice ha anticipato che l’ abbreviato sarà discusso tra maggio e giugno. Lo stesso problema c’ era per la moglie Najima Romani, che ieri con l’ avvocato Elisa Trevisan ha chiesto di poter patteggiare la pena di 4 anni e 2 mesi, ottenendo il parere favorevole del procuratore capo Raffaele Tito e del pm Monica Carraturo: resta detenuta a Trieste, ma la difesa ovviamente cercherà in tutti i modi di farla tornare dai suoi due bambini. Durante la terza udienza del processo, il gip Eugenio Pergola ha sciolto le riserve sulle parti civili, ammettendo tutte le circa 800 persone fisiche che vogliono essere risarcite, ma anche le associazioni Codacons e Federconsumatori e il Comune di Portogruaro, che chiede i danni d’ immagine. Il gip ha invece escluso l’ Afue, associazione costituita solo di recente. Oltre a Romani e ai due «promotori» che già avevano chiesto il patteggiamento, ha deciso di accordarsi con la procura anche Marija Rade, ex amministratrice della società croata aperta da Gaiatto, interrogata venerdì a Capodistria. Alcune difese, tra cui Galletti, avevano chiesto un rinvio in attesa del verbale, ma Tito e il gip Pergola si sono opposti e c’ è stata un po’ di tensione in aula. Rade ha versato 50 mila euro nel conto aperto dalla procura per i risarcimenti e ha promesso che farà un secondo versamento. Romani invece dice di non avere nulla, tranne un orologio Cartier e un assegno di 5 mila euro già dati ai pm. (a.zo. )

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