5 Settembre 2018

Gabrielli: «Mi scuso per il post dell’ agente»

«Come responsabile della polizia di Stato chiedo scusa, ma le scuse non bastano». Così il capo della polizia di Stato Franco Gabrielli, sul post in un social di un agente in servizio al commissariato di Adria , che su Facebook ha inanellato una serie di frasi choc un po’ contro tutti, anche sulla minorenne che ha denunciato uno stupro a Jesolo. «È già iniziato il procedimento disciplinare – ha spiegato Gabrielli -, salvo quelli che saranno poi di altro genere, che altre autorità potranno prendere in considerazione. Sicuramente – ha sottolineato – posso assicurare non saremo nè teneri e indulgenti nei confronti di persone che da un lato hanno arrecato una violenza ulteriore ad una donna, e dall’ altro hanno gettato discredito nei confronti delle tante donne, di tanti uomini che, indossando la divisa con più onore e con più dignità, si comportano esattamente il contrario di quello che ha fatto questo signore che, ovviamente, stento a riconoscere appartenente alla mia amministrazione». Gabrielli ha ammesso di essere «profondamente addolorato nonostante negli ultimi anni abbiamo cercato, e continuiamo, di far comprendere ai nostri operatori la pericolosità anche del mondo social e che quindi certi strumenti vanno utilizzati con estrema accortezza e grande rispetto. Appartengo alla categoria di chi immagina e pensa che chi veste una divisa, quando sbaglia lo fa due volte. E chi lo fa – ha osservato – tradisce una fiducia, un’ aspettativa. E quando un operatore di polizia si lascia andare a considerazioni nei confronti di vittime, in generale, e in particolare di vittime fragili quali sono nella quasi totalità le vittime di genere, credo che sia una cosa molto negativa». La ragazzina di 15 anni violentata sulla spiaggia di Jesolo per l’ agente, sostanzialmente «se l’ era cercata», e così è finito nella bufera Mauro Maistro, che su Facebook ha inanellato una serie di frasi choc. Ma è stato sul fatto di Jesolo che l’ agente ha superato il limite: «Queste ragazzine – ha scritto sul suo profilo Fb – pensano di rimediare una canna facendo… agli spacciatori. Poi trovano quello che invece vuole…e allora piangono perchè le stuprano». Frasi violente e odiose, che l’ autore ha ora cancellato dal profilo social, non prima che venissero ‘intercettate’ dalla blogger Selvaggi Lucarelli. Ora il Codacons ha chiesto che l’ agente venga sollevato dal servizio. Tra le altre frasi choc, una era stata scritta sul film dedicato a Stefano Cucchi: «la celebrazione di una persona che valeva poco da vivo e che da morto è diventato un affarone».

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