Gabriele Moroni MILANO LOMBARDIA regione virtuosa e per questo penalizzata più dalle nuove tasse.
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fonte:
- Il Giorno
Gabriele Moroni MILANO LOMBARDIA regione virtuosa e per questo penalizzata più dalle nuove tasse. Si sviluppa sul filo di un amaro ma realistico paradosso il ragionamento delle associazioni dei consumatori. Il rischio è quello di una Lombardia dei balzelli, a cominciare da quelli autostradali se è vero come è amaramente vero che, nelle diversificazione dei ritocchi a seconda dei gestori, per la «Milano Serravalle» le tariffe aumentano dell’ 1,16%, ad «Autostrade per l’ Italia» è stato concesso un incremento del 3,47, ad «Autostrade Centropadane» del 5,66. «La Lombardia – saetta Francesca Arnaboldi, presidente della Confconsumatori lombarda e vicepresidente nazionale – è sempre molto colpita a ogni nuova tassa. Più delle altre regioni. Chi pagherà di più per le autostrade? La Lombardia. È una regione che funziona, per esempio per la raccolta rifiuti. È quella dove si sviluppa un’ attività economica più ricca. E anche quella dove si esercita un maggior controllo. E da noi si paga. La pressione fiscale colpirà la regione più ricca e anche quella che più abituata a pagare. Come per il canone televisivo: in Lombardia viene versato, a differenza di altre zone». «La Lombardia – ammonisce Marco Donzelli, avvocato milanese, da una ventina d’ anni presidente del Codacons -, nel quadro del disagio sociale, è in una dimensione positiva. Attenzione però: è una zona ricca, ma al suo interno esistono anche persone disoccupate, persone senza più risorse, che non sono più in grado di pagare il mutuo e le cartelle di Equitalia. Nonostante questo la nostra è una regione virtuosa dove le tasse vengono pagate. Da una parte. Dall’ altra c’ è un Stato che anziché intervenire guardando le cartelle tributarie, si accanisce sui cittadini e sulle imprese». Il Codacons stima per le autostrade un aumento medio del 2,91%, per le multe del 5,7, per il canone Rai dell’ 1,34 (1,50 euro), per il gas dell’ 1,7% (22 euro).Per l’ Iva l’ aumento di luglio sarà dal 21 al 22%. In una famiglia di quattro persone inciderà a regime per 279 euro l’ anno, in una di tre per 209 euro. «Se si sceglie – è l’ analisi di Donzelli – la strada dell’ aumento delle tasse possono solo diminuire le risorse economiche da spendere. Se il cittadino il 17 dicembre ha dovuto pagare l’ Imu e subito dopo ha speso per i regali di Natale, si ritrova senza soldi per far girare l’ economia. Li ha dati tutti allo Stato. Se il bar sotto casa riduce il personale e il ristorante all’ angolo e il negozio della strada vicina fanno lo stesso, ci ritroviamo con sempre meno persone con uno stipendio da spendere». Cosa faranno le associazioni dei consumatori? «Vedremo – risponde Francesca Arnaboldi – come contrastare il contrastabile. Mentre prima la gente reagiva con forza, adesso ha l’ atteggiamento di chi cerca soprattutto di difendersi dalle tegole che le piovono in testa». [email protected].
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