3 Gennaio 2003

Gaber, un precursore dei tempi

Il Codacons invita la Rai a commemorare l?artista scomparso: «Un servizio pubblico inesistente»

Gaber, un precursore dei tempi

I tanti ricordi di amici e colleghi. Oggi i funerali a Milano

LUCCA. La salma di Giorgio Gaber è stata trasportata ieri pomeriggio dalla sua villa di Montemagno a Milano, dove stamattina sarà allestita la camera ardente al Piccolo Teatro e nel pomeriggio, alle 14, sono in programma i funerali nell`Abbazia di Chiaravalle.
Continuano ad arrivare gli affettuosi ricordi degli amici del mondo dello spettacolo. Enzo Jannacci, amico e collega di lavoro di Giorgio Gaber, che conobbe al Santa Tecla, tempio della nuova musica nella Milano anni Sessanta, rifugge da qualsiasi commento per la scomparsa dell`artista milanese. Così uno dei personaggi storici della musica milanese, cantautore e medico cardiologo, «per il rispetto che si deve» – fa sapere -, ha deciso di negarsi a ogni intervista. Un apporto «inconfondibile» che ha dato «il suo colore a quella avventura milanese degli anni 60: così Renato Pozzetto ricorda Gaber, che aiutò lui e Cochi all`inizio della loro esperienza nei cabaret. «Lo conobbi all`inizio dei 60 in un galleria d`arte notturna – ricorda – prima ancora che io e Cochi cominciassimo a fare cabaret ufficialmente insieme. Per noi era un divo, ci fu subito simpatia e lui fu molto affettuoso: ci mostrava gli accordi di chitarra per accompagnare le canzoni che eseguivamo con Cochi».
«È stato per tutti noi un punto di riferimento». Lella Costa parla così di Giorgio Gaber. «È stato un cantore capace di fare ironia sulla nostra società – ricorda – cogliendo i vizi, i vezzi, gli umori e i tic di un`intera generazione. Andare a un suo spettacolo era un po? come specchiarsi in noi stessi.
Per Sergio Endrigo Giorgio Gaber «è stato un precursore dei tempi. Qualche volta lo criticavo – ricorda ? in quanto idealista politico e qualunquista: oggi mi rendo contro che ha anticipato i tempi. Nessuno crede più in niente perchè non c`è più niente in cui credere».
L?assessore alle politiche sociali del comune di Milano Tiziana Maiolo ha proposto d?intitolare una via a Gaber, mentre il produttore televisivo Rino Maenza, un teatro e precisamente quello dell?Ulivo di Camaiore, un gioiellino del ?700 appena restaurato. Il Codacons, invece, invita la Rai a commemorare Gaber. «Ancora una volta un servizio pubblico inesistente».

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