25 Aprile 2006

Fusione sbilanciata verso la Spagna

Fusione sbilanciata verso la Spagna

Anas chiede chiarimenti avendo appreso dell`operazione

Autostrade dalla stampa L`Unione solleva dubbi sulla tempistica



ROMA. Il colosso mondiale delle autostrade, nato dalla fusione per incorporazione di Autostrade con la spagnola Abertis, si chiamerà come quest`ultima e avrà sede a Barcellona. “Severi dubbi“, esprime la Margherita che per Rifondazione comunista sono: “Soprattutto legati alla scelta del momento, quando non c`è un governo nella pienezza delle sue funzioni“. “La fusione non è paritetica, fra tre anni, allo stato attuale delle intese, la società sarà spagnola“, commenta ancora il partito di Francesco Rutelli. E si chiedono ancora alla Margherita quali saranno le ricadute in termini di concorrenza, di trasparenza, di rapporti con il concessionario, l`Anas, e in ultima analisi sulle tariffe autostradali per quanto riguarda i consumatori. “Puntiamo a diventare leader mondiali del settore“, dice Gianmaria Gros-Pietro che sarà uno dei due presidenti della società. E aggiunge: “Non vedo relazioni con i tempi della politica“. La fusione prende in contropiede l`Anas, ovvero l`ente che dà in concessione le autostrade, che convoca i vertici di Autostrade per ottenere chiarimenti. L`operazione di fusione per incorporazione raccoglie il sì soddisfatto di Forza Italia (“Finita una visione provinciale“, dice Pierluigi Borghini), mentre perplessi e preoccupati si dicono i sindacati e i consumatori. In compenso la Borsa premia la fusione con avanzate intorno al 3% dei titoli Autostrade e Abertis. Da un punto di vista operativo lo scambio fra le azioni avviene alla pari con un extradividendo di 3,75 euro per ogni titolo Autostrade. La capitalizzazione del nuovo gruppo sarà di 25 miliardi di euro, avrà quasi 20mila dipendenti e amministrerà 6713 chilometri di autostrade in sedici Paesi, con predominanza, oltre che in Europa (Spagna e Italia) in tutto il Sudamerica. Questi i dati e le prospettive chiariti ieri in una conferenza stampa di Autostrade Spa. Restano sul campo perplessità e timori. “L`Anas Spa – dice una nota ufficiale dell`Azienda – al pari di altre istituzioni pubbliche italiane è stata informata solo dalla stampa il 22 aprile. Si è reso necessario perciò convocare la concessionaria per avere chiarimenti sui possibili riflessi dell`operazione, sotto i profili economico, finanziario e industriale relativi al pieno rispetto degli obblighi di Convenzione, anche per quanto attiene all`attuazione degli investimenti previsti“. Già, gli investimenti, 11 miliardi di euro, che riguardano i 3mila 408 chilometri che Autostrade Spa gestisce in Italia. “Sono confermati, così come è certo che la fusione non avrà riflessi sulle tariffe“, dicono i vertici di Autostrade. Ma c`è chi non si fa bastare queste rassicurazioni. “Non ho pregiudizi sulla fusione – dice Savino Pezzotta, segretario della Cisl – ma si poteva aspettare che fosse insediato il nuovo governo e non decidere in questa fase di carenza politica. In modo che tutto fosse più trasparente e lineare“. “La fusione presenta elementi che non convincono nelle modalità e nei tempi. Ci sono 10mila dipendenti, investimenti da fare e questo richiede da parte nostra il massimo di attenzione e vigilanza visto che non c`è stata nessuna comunicazione né preventiva né successiva“, osserva Guglielmo Epifani, leader della Cgil. “E` necessario che il governo verifichi, anche negli anni, che non vi siano ricadute sugli automobilisti dovuti alla fusione“, chiedono i consumatori del Codacons. Operazione positiva, invece, per Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, la banca che ha vissuto un`operazione simile con la tedesca Hbv: “La fusione fra Autostrade e Abertis – dice – è un`operazione di respiro europeo assolutamente positiva per le società coinvolte e per i rispettivi paesi“.

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