3 Maggio 2013

Furti nei bagagli, arrestati 29 aeroportuali. Obbligo di firma per altri 57

Furti nei bagagli, arrestati 29 aeroportuali. Obbligo di firma per altri 57

ROMA – Sono 29 i dipendenti di diversi aeroporti italiani arrestati questa mattina con l’ accusa di furti nei bagagli dei passeggeri. Per altri 57 è scattato l’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. E’ il risultato dell’ operazione “Stive Pulite”, che ha visto impegnati circa 400 uomini della Polizia di Stato dei diversi uffici di frontiera aerea interessati all’ esecuzione delle misure cautelari. Nel corso delle indagini sono state effettuate per la prima volta attività di intercettazioni audiovisive a bordo degli aeromobili grazie alle quali è stato possibile identificare i responsabili dei furti. Le indagini, condotte dall’ ufficio di polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno riguardato oltre 100 episodi di furto, tentato furto e danneggiamento. Quest’ ultimo reato deriva dal fatto che i bagagli che i ladri non riuscivano ad aprire venivano danneggiati per ripicca. Le persone nei confronti delle quali sono state eseguite le misure cautelari sono operatori aeroportuali. Tutti i 29 arrestati sono stati posti ai domiciliari. I furti, secondo quanto è stato riferito dagli investigatori, avvenivano a bordo degli aeromobili durante le operazioni di carico e scarico dei bagagli. Gli aeroporti in cui sono stati compiuti i furti sono quelli di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo, Verona e Roma Fiumicino. Nello scalo della Capitale, 49 misure cautelari sono state emesse nei confronti di altrettanti dipendenti dell’ Alitalia-Cai. Di questi, 19 addetti alle operazioni di handling sono agli arresti domiciliari, mentre ad altri 30 operai è stato notificato l’ obbligo di firma. Gli autori dei furti rischiano pene fino a 6 anni di reclusione, oltre che la perdita del posto di lavoro. Oltre agli arresti eseguiti nella Capitale, misure cautelari hanno riguardato altri 37 dipendenti infedeli di società di handling di cui si avvale Alitalia in altri scali. Alitalia ha collaborato con gli inquirenti. Per il buon esito dell’ attività investigativa – viene sottolineato dalla Polizia di Frontiera – “determinante è stato il ruolo della Direzione Sicurezza di Alitalia Cai, che ha collaborato fattivamente con gli inquirenti mettendosi costantemente a disposizione della Polizia Giudiziaria nelle fasi più delicate dell’ indagine”. In una nota, Alitalia spiega che “inizialmente la tratta Roma Fiumicino – Lamezia Terme era risultata la più colpita da questo fenomeno che successivamente si è esteso anche ad altri scali nazionali che, seppur in forma minore, sono stati interessati dalla stessa problematica (…). Alitalia, quale parte lesa da questi avvenimenti, continuerà a garantire la totale collaborazione alle Forze di Polizia e all’ Autorità giudiziaria”. Critico, invece, il Codacons. “E’ vergognoso – accusa l’ associezione dei consumatori – che dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza, non sia stata ancora fatta pulizia e che non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti”. Furti che “continuano a ripetersi ciclicamente: 2002, 2004, 2005, 2007, 2012. Nulla è stato fatto da allora per rivedere i criteri di selezione del personale responsabile della custodia dei bagagli, evidentemente troppo blandi e generici per un lavoro che richiede invece particolari requisiti di onestà”. Il Codacons ricorda inoltre che i passeggeri in questi casi “hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche ad un risarcimento per i danni non patrimoniali. Nel caso non fossero già stati a suo tempo risarciti dalle compagnie aeree, potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile nell’ eventuale procedimento penale. Anche i datori di lavoro di queste persone arrestate – continua il Codacons – sono responsabili, ai sensi dell’ art. 2.049 del codice civile, per i danni arrecati dal fatto illecito commessi dai lavoratori nell’ esercizio delle incombenza a cui sono adibiti”.

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