4 Maggio 2013

Furti in valigia, in cella 86 addetti

Furti in valigia, in cella 86 addetti

Giro di vite della Polizia di Stato contro i furti di bagagli negli aeroporti italiani. L’ inchiesta, denominata “Stive pulite”, ha fatto scattare ieri mattina le manette ai polsi di ben 86 persone: si tratta di addetti al carico e scarico delle valigie in servizio negli scali di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo e Verona, accusati di ripetute sottrazioni di oggetti e preziosi dalle borse e dai trolley dei passeggeri in partenza e in arrivo. Tra loro, anche 19 dipendenti Cai-Alitalia.L’ aeroporto più colpito dalle ruberie è risultato essere quello della Capitale, con ben 49 lavoratori infedeli coinvolti, mentre la tratta più funestata era proprio Roma-Lamezia. Le indagini sono partite un anno e mezzo fa, in seguito alle ripetute denunce di “sparizioni” da parte dei viaggiatori che transitavano per la città lametina. Di lì la lente degli investigatori si è spostata su tutto il territorio nazionale, permettendo di accertare, grazie a controlli, verifiche e, soprattutto, al monitoraggio delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, almeno un centinaio di furti. Decisivo, sottolineano gli inquirenti, anche l’ uso di intercettazioni audiovisive a bordo dei velivoli.Alle persone coinvolte nell’ operazione, che rischiano pene fino a un massimo di sei anni, vengono contestati i reati di furto e furto aggravato. Senza contare i numerosi episodi di danneggiamento: quando gli addetti-ladri non riuscivano ad aprire i bagagli per arraffare gli oggetti di valore in essi contenuti, non esitavano a rovinarli o romperli per mera ripicca.In merito all’ inchiesta, la dirigenza di Alitalia ha annunciato l’ intenzione di costituirsi come parte lesa in sede di processo, rimarcando il supporto fornito in questi mesi agli agenti.«La Direzione Sicurezza di Alitalia – si legge in una nota ufficiale – ha attivamente collaborato con la Polizia di frontiera di Fiumicino e di Lamezia Terme nello studio, nello sviluppo e nella conduzione di una articolata attività investigativa finalizzata all’ individuazione dei responsabili di numerosi furti che, in forma sempre più invasiva, si sono registrati sui bagagli dei passeggeri».Dura invece la reazione del Codacons: «È vergognoso che dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza, non sia stata ancora fatta pulizia e non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti. Ricordiamo – prosegue l’ associazione per la tutela dei consumatori – che i passeggeri in questi casi hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali, ma anche a un risarcimento per i danni non patrimoniali. Nel caso non fossero già stati a suo tempo risarciti dalle compagnie aeree, potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile nell’ eventuale procedimento penale».

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