4 Maggio 2013

Furti in aeroporto, arrestati in 29

Furti in aeroporto, arrestati in 29

Tentato furto e furto consumato aggravato con annesso il reato di danneggiamento. Sono queste le accuse rivolte ai 49 dipendenti dell’ Alitalia Cai fermati dalla polizia di Stato ieri mattina a Fiumicino. Tutti sono responsabili di decine di furti nei bagagli da stiva di passeggeri di aerei. Nello specifico, a 19 dipendenti Alitalia, addetti alle operazioni di handling sono stati notificati gli arresti domiciliari; ai restanti 30 – preposti sempre al carico e scarico dei bagagli – è stato notificato l’ obbligo di firma. Gli inquirenti fanno sapere che le misure cautelari adottate hanno lo scopo di evitare la reiterazione del reato. L’ operazione “Stive Pulite” – preceduta da mesi di indagini – è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme e diretta dal vicequestore aggiunto Ferruccio Martucci. Grazie alla collaborazione tra Alitalia e la polizia è stato possibile identificare altri 37 dipendenti infedeli alla società di cui l’ ex compagnia di bandiera si avvaleva per i servizi aeroportuali in altri scali, per analoghi reati commessi in diversi aeroporti nazionali: altre 10 persone ai domiciliari, 27 con obbligo di firma. In tutto, dunque, sono 29 quelli arrestati. Per la prima volta in questo genere di indagini sono state installate delle telecamere a bordo dei velivoli. Telecamere particolari, a zero emissioni in maniera tale da non rischiare interferenze con la strumentazione di bordo dei velivoli e da non pregiudicare la sicurezza del volo. COLLABORAZIONE ALITALIA «Per il buon esito dell’ attività investigativa è stato determinante il ruolo della Direzione Sicurezza di Alitalia Cai – fanno sapere dalla Polizia di frontiera – che ha collaborato fattivamente con gli inquirenti mettendosi costantemente a disposizione della Polizia Giudiziaria». I dipendenti di Alitalia rischiano fino a 6 anni di carcere, più la perdita del posto lavoro. E proprio dalla compagnia aerea fanno sapere: «Alitalia, quale parte lesa da questi avvenimenti, continuerà a garantire la totale collaborazione alle Forze di Polizia e all’ autorità giudiziaria». Oltre al danno anche la beffa. Non solo infatti Alitalia esce dall’ incresciosa vicenda con l’ immagine deturpata, ma allo stesso tempo è stata costretta puntualmente di fronte alle lamentele dei passeggeri a risarcire le vittime dei furti, ricavandone quindi anche un danno economico. denuncia del codacons In passato episodi simili si erano già verificati. Come recita un comunicato del Codacons, «questi furti continuano a ripetersi ciclicamente: 2002, 2004, 2005, 2007, 2012. È vergognoso che dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza, non sia stata ancora fatta pulizia e che non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti». Si legge ancora nel comunicato diramato dall’ associazione che tutela i consumatori: «Il Codacons ricorda che i passeggeri in questi casi hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche a un risarcimento per i danni non patrimoniali. Nel caso non fossero già stati a suo tempo risarciti, potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile». E cosa succederà adesso? Nell’ immediato gli operai perderanno il posto di lavoro, non si parla per ora di eventuali reintegri. Ci saranno i processi e saranno i giudici a decidere. In passato la linea adottata è stata quella del licenziamento. Ma quale potrebbe essere la soluzione per viaggiare sicuri, oltre a una pulizia generale nello staff della compagnia aerea? Il fondatore della TrueStar – azienda che opera in 17 Paesi europei e nei maggiori aeroporti italiani – attiva nell’ imballaggio delle valigie all’ imbarco, sostiene che «il loro servizio (a un costo di 10 euro, ndr) non sia una garanzia, ma che certamente può preservare gli effetti personali dei passeggeri contenuti nelle loro borse». Prosegue Fabio Talin: «È accaduto di dover risarcire persone che avevano subìto danni alle loro valigie nonostante l’ imballaggio, ma si tratta di fatti singolari».

antonella luppoli

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