11 Aprile 2021

Furbetti del vaccino a Biella, per colpa loro potrebbero essere morti degli anziani Esposto in procura del Codacons

 

BIELLA – Sul caso dei furbetti del vaccino, il Codacons presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Biella chiedendo di aprire una approfondita indagine volta a verificare l’operato della Regione Piemonte e delle ASL territorialmente competenti in ordine al mancato rispetto del piano vaccinale.
In particolare, il Codacons chiede di accertare responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti quali il reato di abuso in atti di ufficio, omissione in atti di ufficio ma anche la possibile responsabilità per i reati di concorso in omicidio colposo e in epidemia colposa a fronte dell’elevato numero di decessi di ultraottantenni per Covid a causa dei ritardi nella vaccinazione per avere privilegiato i cosiddetti “furbetti del vaccino” senza effettuare i doverosi controlli.
L’ordinanza del 15 marzo 2021 firmata dal Commissario Figliuolo stabilisce che: “Le dosi residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità del Piano nazionale” – spiega l’associazione – L’ordine di priorità prevede in primo luogo la vaccinazione degli ultraottantenni prima che vengano contattati altri cittadini. Nella realtà dei fatti, tuttavia, si sta assistendo in Piemonte ad una illegittima corsia privilegiata nella somministrazione vaccinale, con i cosiddetti “FURBETTI DEL VACCINO” che hanno saltato la fila facendosi vaccinare senza averne titolo, stravolgendo l’ordine di priorità del piano nazionale che prevede in primo luogo la vaccinazione degli ultra80enni, soggetti a rischio che subiscono ritardi pesantissimi e ad oggi ancora non sanno quando saranno vaccinati, con serio rischio per la loro incolumità.
In base ai dati emersi sui mass media, la Procura di Biella avrebbe avviato una inchiesta con avvisi di garanzia che avrebbero riguardato ben 60 “furbetti del vaccino”: tra gli indagati anche i vertici dell’Asl locale per omesso controllo. Dopo aver acquisto la documentazione dai vari centri vaccinali sul territorio, i militari dei Nas avrebbero scoperto come tra gli elenchi dei vaccinati figurassero diverse persone prive del titolo a ricevere il vaccino. Tra gli indagati, secondo indiscrezioni, medici in pensione e non più in attività ma anche avvocati, professionisti e qualche dirigente sanitario e del mondo delle cooperative che lavorano con case di riposo per anziani.
La questione che si riporta all’attenzione della Procura – spiega il Codacons – è che se il vaccino somministrato ai soggetti non aventi diritto fosse stato destinato, come dovuto ed in rispetto al piano vaccinale, agli ultraottantenni poi contagiati dal Covid, probabilmente gli stessi non si sarebbero ammalati e, nei casi più gravi, deceduti.

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