7 Settembre 2018

‘Furbetti’ del Genio civile, la Regione: «Licenziamento senza preavviso»

il codacons: «vanno cacciati subito». cgil e cisl chiedono chiarezza
LICENZIAMENTO senza preavviso per i dipendenti regionali per i quali risulti accertata la falsa attestazione della presenza in ufficio. E’ quanto ha deciso la giunta regionale che ieri pomeriggio si è riunita, su iniziativa del presidente Enrico Rossi, in relazione alle indagini della procura di Massa. Quest’ ultima infatti interessa anche alcuni dipendenti passati all’ amministrazione regionale (Genio civile) con il passaggio delle funzioni provinciali. La decisione adottata dà mandato alle strutture regionali competenti per applicare la sanzione disciplinare conseguente all’ infrazione accertata. Sanzione che, lo prevede la stessa normativa nazionale, è appunto quella del licenziamento per i dipendenti pubblici che attestino falsamente la presenza in servizio. La stessa decisione prevede che siano verificate l’ esistenza di responsabilità dirigenziali per omesso controllo e dà mandato all’ avvocatura regionale perché si attivi per il recupero degli eventuali danni subiti dall’ amministrazione. CODACONS. «Se saranno accertati gli illeciti ipotizzati, i furbetti del cartellino scoperti a Massa dovranno risarcire i cittadini per i danni loro arrecati». Lo afferma il Codacons, chiedendo il licenziamento immediato dei 26 dipendenti assenteisti di Provincia e Genio civile. «Si tratta di reati che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi -. Il danno per i cittadini è duplice: da un lato i servizi resi dall’ ente pubblico dove lavoravano i dipendenti infedeli hanno subito un peggioramento, dall’ altro vi è un evidente spreco di soldi pubblici». Per tale motivo il Codacons chiede il licenziamento immediato e l’ avvio di azioni di recupero delle retribuzioni percepite negli anni dai dipendenti disonesti. CISL. «Rigore e trasparenza, su una vicenda che deve trovare chiarezza nel più breve tempo possibile, nell’ interesse dei cittadini e degli stessi lavoratori onesti del settore pubblico». E’ la richiesta del segretario generale della Funzione pubblica Cisl della Toscana, Marco Bucci. «Aspettiamo gli esiti dell’ indagine in corso, con la massima fiducia nella magistratura – aggiunge Bucci -. Si tratta, se verranno confermati, di comportamenti non accettabili, né tollerabili. La nostra posizione è sempre stata chiara nel condannare comportamenti di questo tipo, che danneggiano gravemente i cittadini e la grande maggioranza dei lavoratori pubblici che con dedizione e responsabilità svolgono il proprio servizio». CGIL. «Esprimiamo massima fiducia verso l’ operato della magistratura, l’ auspicio è che l’ inchiesta arrivi il più velocemente possibile a chiarire ogni situazione: tali comportamenti, qualora fossero confermate le accuse, sono da condannare». Lo affermano Fp Cgil Toscana, Cgil Toscana, Fp Cgil Massa Carrara, Cgil Massa Carrara, che aggiungono: «Il lavoro della stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici, che operano con serietà impegno e dedizione per garantire servizi ai cittadini, non può essere macchiato e cancellato da inaccettabili responsabilità individuali e per questo diciamo ‘stop’ a chi volesse strumentalizzare la vicenda per far partire l’ ennesima campagna denigratoria». UISL. «Il nostro sindacato da sempre si definisce garantista, ma se gli esiti dell’ indagine condotta dalla procura di Massa confermassero i comportamenti fraudolenti di quei 26 lavoratori, darò mandato al nostro ufficio legale per costituirci parte civile». Lo ha detto, in una nota, il segretario generale della Uil Fpl Michelangelo Librandi. L.C.
massimo rosati

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