28 Giugno 2017

Furbetti del cartellino 50 indagati a Piacenza

 

PIACENZA C’ era chi timbrava e poi andava in palestra o a fare ginnastica, chi usufruiva di un timbro fatto dal collega e ne approfittava per recarsi, in orario di lavoro, a fare la spesa o dal meccanico. Sono 50 i dipendenti del Comune di Piacenza indagati nell’ ennesima inchiesta sui “furbetti del cartellino”: a Palazzo Mercanti è arrivata anche la Guardia di Finanza per l’ acquisizione di documenti. Quaranta le misure cautelari – 39 obblighi di firma e un arresto domiciliare, dieci gli indagati a piede libero – per accuse che vanno dalla truffa, al falso, al peculato. A cui si aggiungono alcune vicende legate a contratti d’ appalto sfociate nei giorni scorsi in due arresti. Codacons: fenomeno diffuso Intanto il Comune di Piacenza precisa che «le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti concordando le modalità con il Segretario generale e la dirigente delle Risorse umane». «L’ assenteismo sul lavoro è un fenomeno diffuso e non circoscritto solo agli uffici pubblici del sud Italia: è evidente come il fenomeno dei “furbetti del cartellino” sia incredibilmente diffuso, una pratica illecita divenuta oramai un malcostume, ma che produce danni immensi alla collettività. È il commento del presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «I dipendenti che si assentano dal lavoro per svolgere attività private, oltre a commettere reati, producono un danno economico ai cittadini – spiega Rienzi – perchè non erogano servizi e percepiscono indebitamente gli stipendi. Per questo chiediamo licenziamenti nei confronti dei responsabili di illeciti e l’ avvio delle azioni di recupero delle retribuzioni».METRO.

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