28 Febbraio 2017

Furbeti’ al Loreto Mare, sindacalisti dai pm

    Furbeti’ al Loreto Mare, sindacalisti dai pm

    NAPOLI – Anche alcuni rappresentanti sindacali, in qualità di testimoni, a breve potrebbero essere ascoltati dai magistrati che hanno coordinato l’ inchiesta sull’ assenteismo all’ ospedale partenopeo Loreto Mare, importante presidio sanitario a cui fanno riferimento tanti quartieri della zona orientale della città di Napoli. Nel corso degli interrogatori di garanzia già svolti dal giudice per le indagini preliminari Pietro Carola, vari sono stati i dipendenti inquisiti che, nella giornata di ieri e di lunedì, hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Dunque, scena muta da buona parte degli indagati. Sotto la lente degli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D’ Avino, l’ ufficio ‘Prass’ che gestisce le presenze e le assenze dei lavoratori del nosocomio napoletano. E proprio gli impiegati di quell’ ufficio, stando alla tesi accusatoria, avrebbero messo in atto condotte fraudolente ai danni della struttura ospedaliera ed a vantaggio personale e di altri dipendenti. Il presunto meccanismo illecito, che sarà al vaglio dei giudici, riguarda la gestione di badge di svariati lavoratori, il quale sarebbe stato nelle disponibilità di un solo operatore, impegnato, per loro conto, nelle prime ore della mattinata, ad effettuare “le marcature in ingresso”, permettendo così ai colleghi, in base a quanto riferito dagli investigatori, di fare altro durante gli orari di lavoro. In realtà, il supposto marchingegno non sarebbe servito a coprire solo assenze: in alcune circostanze, per i magistrati, le timbrature fittizie servivano a non far rilevare sistematici ritardi nell’ intraprendere il lavoro, ovvero uscite di gran lunga anticipate rispetto all’ orario che risultava dalla marcatura del badge. Negli ultimi giorni ha fatto discutere la scelta presa dal giudice di obbligare al lavoro il personale inquisito dell’ ospedale: tale decisione sarebbe stata adottata, invece, semplicemente per evitare di creare un fisiologico disservizio nel nosocomio. L’ operazione anti -assenteismo realizzata dai carabinieri del Nas di Napoli, guidati dal comandante Vincenzo Maresca, ha portato sotto indagine oltre novanta persone, cinquantacinque delle quali sottoposte agli arresti domiciliari. L’ inchiesta è stata attivata da un esposto anonimo che ha innescato due anni di azione investigativa e quattro mesi di ‘osser vazione pura’. “Normal mente, – aveva spiegato l’ ufficiale dell’ Arma nella conferenza stampa, a conclusione della notifica delle misure cautelari, – succedeva che c’ erano dei dipendenti addetti a timbrare il cartellino per altri. Il sistema era così rodato che qualcuno timbrava anche per chi era in ferie. E’ vero che un dipendente dell’ ufficio Prass ha timbrato 493 volte”. Sul caso è già intervenuto anche il Codacons. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, infatti, ha richiesto di verificare se nei giorni in cui medici o infermieri non erano in ospedale, si siano registrati decessi in qualche modo riconducibili proprio a quelle assenze attenzionate dalla Procura partenopea. E’ stata prevista, inoltre, pure un’ azione collettiva risarcitoria da istruire contro i cosiddetti “furbetti del cartellino” per gli utenti e gli enti pubblici danneggiati.

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