8 Giugno 2010

Fuoriuso le telecamere

 PAVIA. Mentre in provincia di Salerno gli investigatori danno la caccia alla falsa infermiera e alla complice, preoccupano le condizioni cui sta andando incontro il piccolo rapito, Luca Cioffi. Senza cibo, nè acqua, un neonato di sole tre ore, «può sopravvivere dalle 12 alle 24 ore», dice Claudio Fabris, presidente della Società Italiana di Neonatologia. «Il messaggio da far arrivare a chi ha preso il piccolo – spiega Fabris – è che possono recarsi in un pronto soccorso e lasciarlo lì, anche senza dire niente e in questo modo non gli succede niente. Inoltre, Fabris ha sottolineato che per un neonato così piccolo è necessario fare molta attenzione all’ ambiente in cui viene tenuto e alla temperatura. «Il neonato dovrebbe stare tra i 18 e i 22 gradi – ha precisato – se si scende sotto questa temperatura può andare in ipotermia». A ciò si aggiunge il pericolo di infezioni se non viene effettuata correttamente la pulizia della zona alla base del cordone ombelicale. «Normalmente basta fare una medicazione con dell’ alcol – ha proseguito – ma se ciò non avviene è altissimo il rischio di infezioni. Infezioni che nei neonati tendono a generalizzarsi e trasformarsi in setticemie». Il Codacons chiede «alla magistratura di indagare sul malfunzionamento o sulla disattivazione dei sistemi di sorveglianza presso il nosocomio di Nocera, circostanza che emergerebbe dalle prime indiscrezioni». «Se davvero, come sembra – dice Rienzi – le telecamere di controllo erano disattivate, allora la procura dovrà verificare di chi è la responsabilità di tale grave disservizio. Fa rabbia pensare – conclude – che se le stesse telecamere fossero state regolarmente funzionanti, come ci si aspetta in qualsiasi ospedale, questo grave episodio si sarebbe potuto evitare». Carabinieri e polizia stanno ora esaminando filmati ripresi da telecamere collocate lungo alcune strade nelle vicinanze dell’ ospedale di Nocera Inferiore nel tentativo di individuare l’ auto a bordo della quale sarebbero state viste le due donne con il neonato appena rapito. Gli investigatori stanno esaminando in particolare le vetture transitate in zona nell’ orario del sequestro. Gli investigatori hanno ascoltato medici, gli infermieri e i pazienti, non solo del reparto maternità dell’ ospedale. Al momento, secondo quanto si apprende, le testimonianze raccolte non avrebbero fornito elementi ritenuti interessanti, anche in considerazione del fatto che la donna si sarebbe comportata come una vera e propria infermiera, senza tenere atteggiamenti che potessero insospettire i presenti. Dalle prime informazioni raccolte tra i familiari di Fabio Cioffi e Annalisa Fortunato, inoltre, gli investigatori tenderebbero ad escludere che il rapimento possa esser stato compiuto da qualcuno che conosceva la famiglia.
 

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