6 Febbraio 2007

Fuori il pubblico dal Franchi

Fuori il pubblico dal Franchi

Ma Palazzo Vecchio e Fiorentina sperano ancora

Giani: "A Firenze già realizzati il 70-80% degli interventi"

Ma Palazzo Vecchio ha ancora una speranza: "Aspettiamo a trarre conclusioni – dice l’assessore allo sport del comune di Firenze, Eugenio Giani -. Non è detto che lo stadio di Firenze sia tra quelli da chiudere. Prima vediamo la lista del governo.". Ecco il punto, la lista. Palazzo Chigi ha affidato all’Osservatorio sulle manifestazioni pubbliche il compito di monitorare la situazione degli stadi italiani e sulla base delle risposte stilare una lista dividendo gli impianti in due categorie: quelli sicuri e quelli non sicuri. Nei primi si giocherà con il pubblico, negli altri a porte chiuse. "Noi abbiamo fatto gran parte del lavoro – dice ancora Giani – e il resto ha già intrapreso l’iter amministrativo. Spero che qui si possa continuare a giocare a porte aperte". Sugli otto punti fondamentali previsti dal decreto Pisanu l’amministrazione comunale e la Fiorentina, che si sono più o meno divise i costi, ne hanno già sistemati cinque. Sono stati adottati i biglietti nominativi, è stata liberata la zona del prefiltraggio (ricordate le polemiche per lo spostamento delle bancarelle e del parcheggio dei motorini?), sono state spostate le biglietterie, potenziate le telecamere e istituito un percorso riservato per l’accesso dei tifosi al settore ospiti. Tre, invece, le cose che restano da fare. Completare l’installazione dei tornelli, che attualmente sono solo in curva Fiesole. Allestire la sala regia per il Gos, il gruppo operativo di sicurezza, che deve avere un affaccio anche sullo stadio. Il 15 febbraio saranno aperte le buste dell’asta pubblica e saranno affidati i lavori. Infine sostituire le transenne utilizzate per il prefiltraggio con gabbie metalliche ancorate a terra ma rimovibili. Il Comune aveva previsto di montarne già una buona parte per la partita con la Roma, in programma il diciotto marzo. "La prefettura ci ha concesso la deroga dopo aver valutato bene i nostri progetti e i tempi di realizzazione", dice ancora Giani. Che sulla possibilità di accelerare la messa a norma ha qualche perplessità: "Non so se è possibile. E, in ogni caso, chiedere alle ditte di accelerare i tempi farà sicuramente aumentare i costi. Spero che il governo non ci metta in questa situazione". Vedremo, il problema è generalizzato. "Fare interventi d’urgenza vorrebbe dire distogliere fondi da altre voci del bilancio, mi sembra una cosa assurda – è il commento del sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi – Il governo ci dica dove trovare i fondi e ci dia degli strumenti adeguati". Intanto, però, lo staff del sindaco sta lavorando a un’ipotesi che sembra prevista anche dalla normativa Pisanu, ossia abbassare la capienza dello stadio a diecimila spettatori in modo da non essere obbligati all’adeguamento. Il Livorno ha circa seimila abbonati, quindi non sarebbe un grosso problema ridurre la capienza. Attualmente all’Ardenza mancano i tornelli e la sala Gos e la zona di prefiltraggio viene fatta con transenne mobili. Non è norma – ma è già a buon punto – nemmeno lo stadio di Empoli. Per completare l’iter di adeguamento al decreto Pisanu restano da montare soltanto i tornelli, che tra l’altro sono già arrivati da circa un mese. "è impossibile che sia tutto pronto per domenica – ha detto l’assessore allo sport Maurizio Cei -. Se le direttive del governo saranno rigide, per noi ci saranno dei problemi. Ma prima di fare qualunque valutazione aspettiamo di conoscere nel dettaglio le direttive governative". In ogni caso la squadra di Cagni rischia di giocare a porte chiuse soltanto una partita, al massimo due. Tranquillo, anzi tranquillissimo il sindaco di Siena Maurizio Cenni, che replicando a un esposto del Codacons, ha dichiarato: "Lo stadio Franchi di Siena è perfettamente a norma con il decreto Pisanu". Per Cenni quella del Codacons "è una posizione offensiva per coloro che hanno lavorato per mettere a posto lo stadio prima dell’inizio del campionato". L’adeguamento del Franchi si è concluso il 10 agosto 2006. "Chi fa annunci di questo genere – conclude Cenni – dovrebbe verificare la fondatezza delle notizie in proprio possesso prima di esprimersi".

(hanno collaborato Alessandro Di Maria e Luca Salvetti).

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