14 Luglio 2001

Funivia ferma una settimana

Funivia ferma una settimana

A STRESA IL GIORNO DOPO IL SALVATAGGIO DEI QUARANTA TURISTI STRANIERI, FRA CUI ALCUNI BAMBINI, INTRAPPOLATI PER ORE NEL VUOTO A 28 METRI DI ALTEZZA

STRESA La funivia rossa riparte alle 10,20 dalla stazione di Carciano. Aggrappati sul tetto con un apparecchio che esegue la magnetoscopia, una vera e propria radiografia al cavo, ci sono quattro tecnici. C?è anche Michele Laccher, il responsabile di cabina che ventiquattro ore prima ha aperto la botola per calare i primi dei quaranta turisti rimasti intrappolati con lui a 28 metri d?altezza. Antonio Taddeo, l?altro conducente sorpreso dall?emergenza nella funivia gialla, è rimasto alla partenza. Si lavora, con grande tranquillità. E? serena anche l?atmosfera che si respira a Stresa: il solito passeggio di turisti davanti agli hotel e nelle viuzze del centro, le gite alle isole. «Con la fermata della funivia – dice un motoscafista – proponiamo prezzi di favore per le comitive che vogliono navigare alla scoperta del lago. Dobbiamo pur ?compensarli? in qualche modo». All?ingresso della stazione un cartello avvisa: «Impianto chiuso per verifiche tecniche». I tedeschi leggono, non capiscono e scuotono la testa. Ma non si disperano: i battelli sono a due passi e la vacanza può continare. Lungo gli itinerari della provincia azzurra, sicuramente, si confonderanno con i protagonisti rimasti ore intrappolati in quella scatola rossa. Con la signora che, scherzando, appena ha messo piede a terra chiedeva di lasciare lassù il marito. Con il bimbo che ha vinto la paura grazie al soccorritore che gli diceva «vedi, scendiamo appesi alla corda come Tarzan». «Siamo riusciti a mantenere calmi i turisti – racconta Angelo Viganò, della Croce Rossa di Stresa – e metterli al sicuro senza problemi. Particolarmente prezioso è stato Fransceco Frigerio, uno dei nostri volontari, che conosce le lingue e ha rassicurato le persone nella funivia». Un elogio ai soccorritori arriva anche dal vicesindaco Romano Aguzzi: «Sono stati tempestivi e perfetti. Meritano davvero i complimenti. Anche la funivia ha dimostrato che è sicura. Quando l?impianto si è bloccato è subito scattato il sistema d?allarme e la procedura per riportare le persone a terra. Come si si fosse trattato di un?esercitazione dal vero». Non la pensano così al CODACONS, associazione a difesa dei consumatori che presenterà una denuncia alla Procura di Verbania per tentata strage. Del caso si sta occupando l?avvocato Monica Mariano, di Roma. «Siamo stati avvisati – dicono al CODACONS – dalle agenzie di stampa. Chiediamo di accertare le cause dell?accaduto ed eventuali responsabilità. Al tempo stesso invitiamo i cittadini, prima di salire su una funivia, a verificare se l?impianto è sicuro. Basta rivolgersi nei Comuni». Quanti turisti stranieri (e non solo) prima di una gita andrebbero a spulciare le carte di un ufficio tecnico? Più semplice, all?ingresso delle funivie, esporre un certificato che garantisca la qualità dell?impianto. Quello gestito dal ConserVco è stato rifatto da poco tempo. Dalla magnetoscopia eseguita ieri una prima conferma: i cavi non hanno subito lesioni.

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