12 Gennaio 2005

Fumo vietato: migliaia di telefonate, tanti dubbi

Fumo vietato: migliaia di telefonate, tanti dubbi


Il ministero della Salute: «C?è ancora chi vuol sapere se in ascensore si può entrare con la sigaretta»





ROMA Fioccano le richieste più bizzarre al centralino anti-fumo, 800571661, istituito dal ministero della salute. Lo staff di medici ed esperti ha risposto a circa 600 richieste di chiarimento su oltre mille telefonate. «Quando viene la colf igienista bisogna tenersi alla larga dal pacchetto?» La risposta è no, ogni dimora privata è, sotto questo aspetto, una casa della libertà. Sarà la cortesia, non certo la legge, ad arginare tra le mura domestiche l?affumicamento di lavoranti, figli e consorti. Allo stadio, struttura aperta, la sigaretta è permessa, all?interno del palazzo dello sport no. C?è chi, avvolto da fumi più che altro cerebrali, ancora si interroga se in ascensore sia consentito farsi una bella tirata di sigaro. «E nelle case chiuse?». Il quesito non è arrivato al numero verde, ma è giuridicamente pertinente: essendo luogo di lavoro, con gran via vai di clientela, il no smoking dovrebbe essere automatico, ma essendo tali strutture fuorilegge, che validità conserva il divieto rispetto a esercenti e utenza clandestini?
La voglia di trasgredire degli italiani continua, fortunatamente, ad arrancare: due giovani multati in un ospedale di Taranto, altri quattro a Napoli mentre in un pub di Bologna un avventore ha difeso alle tre di mattina la sua pretesa di fumare in santa pace puntando la pistola contro il titolare, subito dopo l?aggressore è fuggito. Codacons e Listaconsumatori, in ogni caso, non abbassano la guardia: avvertono i direttori regionali del ministero dell?Istruzione, pena implacabili denunce, affinché facciano rispettare la normativa nelle scuole. «Nessuna tolleranza tra i banchi», tuonano. Un?altra associazione di consumatori, Telefono Blu, si schiera invece al fianco della controparte, i nicotinomani, per conflitto di dipendenze, e istituisce per loro l?ennesimo numero Sos, 199443378. «Nelle aziende sostengono le direzioni ricattano i subordinati pretendendo che i minuti trascorsi fuori dell?ufficio per fumare vengano scalati dalle ferie». Secondo Claudio Cricelli, segretario della Società medici di famiglia, molti assistiti spinti dall?aria che tira colgono l?occasione per provare a smettere: «Almeno 50 pazienti nell?ultima settimana mi hanno chiesto come fare a disintossicarsi», dice. Difficilmente, però, una mano arriverà dallo Stato. Al ministro della Salute Girolamo Sirchia, ?anima? della legge, piacerebbe rendere gratuiti i farmaci anti-fumo ma i costi sono troppo alti, si sta comunque valutando, fa sapere il responsabile della Sanità italiana, l?ipotesi di una gratuità a tempo determinato.
L?associazione dei ?fumatori cortesi? ha messo a punto alcuni emendamenti per modificare la storica legge, verranno presentati alla Camera lunedì prossimo da due deputati, Michele Cossa della maggioranza e Carla Mazzucca dell?opposizione. «La normativa dice il rappresentante dei tabagisti militanti Giuliano Bianucci deve difendere i non fumatori. Allora perché impedire a un gruppo di amici fumatori di riunirsi in un locale, magari per giocare a carte o a biliardo? E se un ufficio ha una cameretta defilata con finestra, per quale motivo non la si può usare per fumare invece di spendere migliaia di euro per impianti di ventilazione e porte automatiche?». Un imprenditore specializzato in strutture mobili ha intanto cominciato a produrre gazebi areati, impermeabili, illuminati e riscaldati, da vendere come dependance, rigorosamente smoking, a bar e ristoranti.





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