12 Maggio 2005

Fumo, “Trecento ricorsi in arrivo“

Fumo, “Trecento ricorsi in arrivo“
Codacons:“Ma in tanti temono il datore“

La storica condanna inflitta al ministero dell`Istruzione per fumo passivo, potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. “Non ci sono altre cause simili in corso, ma abbiamo circa 300 persone che vorrebbero arrivare davanti a un giudice“, ha spiegato a Tgcom l`avvocato del Codacons, Vincenzo Masullo. Ma non solo: “Ora i numeri potrebbero aumentare, anche se tanti temono ritorsioni da parte del datore di lavoro“.

La campagna di sensibilizzazione è ancora agli inizi, ci sono state delle pronunce e delle prese di posizione da parte delle autorità competenti che fanno ben sperare, ma molto si deve ancora fare per arrivare ad una concreta battaglia contro i prodotti da tabacco. Il Codacons, al fine di far riconoscere ed applicare il divieto di fumo previsto dall`articolo 32 della Costituzione, si avvale di tutti i mezzi che il sistema italiano mette a disposizione del singolo cittadino e delle associazioni. “Dopo questa sentenza – ha annunciato lo stesso Masullo, protagonista insieme al collega Carlo Rienzi di una vittoria che farà storia – credo che le cause saranno sempre più numerose“.

Insomma, qualcosa si sta muovendo e anche rapidamente, vero?

Finora ci sono state numerose pronunce di tutela cautelare della salute dei dipendenti. In particolare viene chiesto lo spostamento sul posto di lavoro in aree “protette“, dove il fumo non sia presente. Quest`azione è sempre possibile e si risolve in ogni casa a favore della tutela del lavoratore. Quanto al fumo attivo, sono un centinaio i possibili ricorsi che stiamo vagliando.

Come deve agire chi vuole difendere la propria salute?

Innanzitutto bisogna dimostrare che nel proprio ambiente di lavoro c`è il fumo. Per essere tutelati è possibile porre in atto un provvedimento d`urgenza che in genere si risolve nel giro di un mese. A quel punto lo spostamento è automatico.

Se invece si vuole essere risarciti?

In questo caso è chiaro che serve una patologia legata al fumo. Bisogna dimostrare che questa è dovuta ai danni provocati dal tabacco, che non si è fumatori e che ci sono dei danni oggettivi subiti dal lavoratore.

Tornando alla sentenza di Roma, come la giudica?

Possiamo dire che è storica, ma giusta. Anzi, direi che sia normale. E` stato accertato che il datore di lavoro non ha preso nessuna precauzione per i suoi dipendenti, provocando un danno gravissimo. Il fumo, insomma, è stato equiparato a una qualsiasi altra patologia.

Si aspettava questa vittoria?

Ce l`aspettavamo senz`altro. Il giudice in pratica ha soltanto dovuto decidere l`entità del risaricmento. Per il resto, era tutto fin troppo evidente.

Il Codacons ha istituito un apposito sportello “Anti-fumo passivo“ attraverso il quale chiunque può denunciare i ristoranti, i locali, gli ambienti di lavoro che non rispetteranno le nuove norme e attraverso un pool di legali sarà possibile perseguire i responsabili. Lo sportello risponde all`indirizzo e-mail codacons.info@tiscali.it e/o al numero telefonico 06-37513978, dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle 17.00.

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