9 Gennaio 2005

Fumo, si adegueranno solo 2 locali su 100

Fumo, si adegueranno solo 2 locali su 100


Blitz dei consumatori contro i trasgressori. Sirchia tranquillo: «La gente è con me»





ROMA Hanno avuto un anno di tempo per mettersi in regola ma solo due ristoranti su cento intendono adeguarsi alla normativa antifumo. Entrerà in vigore stasera, a mezzanotte in punto, il nuovo regime che bandisce sigarette e affini da locali e uffici. Tra bar, ristoranti e pub sono 250 mila i pubblici esercizi disseminati sul territorio nazionale. Ora dovranno fare i conti con la guerra dichiarata dal governo italiano al fumo passivo. In mancanza di sala riservata, con impianto di aerazione a norma di legge e porta automatica, al 98 per cento degli esercizi non resterà che arrendersi, senza se e senza ma, al divieto di bruciare tabacco. Tonnellate di cartelli verranno affissi nei luoghi di svago e di lavoro, nelle botteghe artigiane e nei negozi, negli studi professionali e nelle stesse tabaccherie, il mozzicone fuorilegge verrà recluso sotto il simbolo della proibizione. La Confesercenti assicura, i suoi imprenditori rispetteranno le nuove regole. «Quello che non verrà però applicato dai gestori ribadisce il segretario nazionale della Fiepet Tullio Galli sarà la denuncia dei trasgressori». La legge impone al titolare del locale, in caso di ripetuta trasgressione da parte del cliente, di chiamare le forze dell?ordine, pena multe fino a 2200 euro, sospensione o ritiro della licenza. Decisi a non trasformarsi in sceriffi o, peggio ancora, in delatori, gli esercenti ricorreranno al tar per depennare dal provvedimento il contestato comma. «Se i nostri associati verranno multati promette Galli assisteremo tutte le vittime di tali abusi».
Tra poche ore l?Italia volta pagina. Un cambiamento per molti versi epocale che modificherà gli stili di vita di tante persone. I rovelli di Italo Svevo, lo scrittore che nell?incapacità di smettere condensò l?impotenza e lo smarrimento dell?uomo moderno, assaliranno frotte di intossicati sulla strada del pentimento. Già si registra la corsa in farmacia per chiedere l?ultimo magico ritrovato in grado di neutralizzare il pacchetto quotidiano. Gli incalliti nicotinomani, come il ministro Antonio Martino, saranno costretti a rivedere i propri indirizzi di riferimento: «Io a tavola voglio fumare dice il responsabile della Difesa e se il ristorante non vuole le mie sigarette non avrà neppure me. Mi sembra che stiamo esagerando». Un passo verso la civiltà lo considera invece il ministro della Salute Girolamo Sirchia che difende con tutto il cuore il provvedimento varato per tutelare i polmoni dei suoi connazionali: «Credo che la risposta sarà positiva, la stragrande maggioranza degli italiani è con noi. In strada non faccio che incontrare persone che mi fanno i complimenti e mi incoraggiano ad andare avanti».
In milizie del ministro anti-fumo si sono autopromosse alcune associazioni dei consumatori. Ronde e blitz in locali pubblici sono annunciati, allo scoccare della mezzanotte, da parte di gruppi come il Codacons. Agguerriti ?ispettori? armati di estintori e pistole ad acqua verranno sguinzagliati in pizzerie, osterie, caffè, bar, circoli ricreativi, per cogliere in flagranza di reato, cioè di inalazione, gli irriducibili della sigaretta e denunciarli alle autorità. Il presidente di Noi Consumatori, Angelo Pisani, tuona: «Chiunque subisce il fumo passivo potrà chiedere ai trasgressori un risarcimento».
In quella linea d?ombra che divide le abitazioni da locali e uffici si stagliano i condomìni, luoghi sospesi tra privato e pubblico, tra interno ed esterno. Sul pianerottolo, sulle scale, nell?androne di casa si può fumare o no? La Confedilizia dice: sì perché il divieto riguarda i luoghi aperti «a utenti e pubblico», categorie nelle quali non rientrano né gli inquilini né i loro ospiti. L?ultima parola spetterà al Ministero della Salute. Sono 12 milioni i tabagisti italiani, 27 i non fumatori, 7 gli ?ex? le cui fila, per effetto della legge, sono destinate certamente ad aumentare. Davanti alla prova di volontà che li attende, una battuta di Ernest Hemingway potrebbe raffreddare un clima che, se non più inquinato dal fumo, rischia di essere appesantito da altri veleni, la tentazione integralista in primo luogo: «Smettere di fumare? E? facilissimo disse il grande scrittore americano io l?ho fatto centinaia di volte».

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