FUMO PASSIVO/Oggi l`udienza di Maria Nicotra
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
La centralinista malata cita la Telecom per essere risarcita
Dopo avere ottenuto lo stop al fumo passivo, adesso il Codacons chiede alla Telecom di risarcire i danni a Maria Nicotra, la centralinista del servizio 187 – che ha sede in piazzale Mater Ecclesiae – dell`azienda telefonica, che avrebbe contratto una malattia alla laringe a causa del fumo passivo. L`udienza si svolgerà stamattina dinanzi al Tribunale del Lavoro. La Telecom, secondo quanto fa sapere in un comunicato la stessa associazione di consumatori, era già stata condannata a far lavorare la donna in un ambiente senza fumo. Il giudice di prima istanza e poi il Tribunale collegiale in sede di reclamo, nei mesi scorsi, avevano emesso due provvedimenti urgenti che danno ragione alla dipendente, ordinando lo stop agli accendini, al quindicesimo piano del grattacielo Telecom.
Maria Nicotra, non fumatrice, lavorava in un open space dove convivono circa 100 dipendenti fumatori (circa il 70 per cento del totale) e non fumatori, e questi ultimi erano costretti a subire il fumo dei primi.
La donna ha sviluppato – secondo il Codacons – proprio a causa del fumo passivo una patologia alla laringe molto preoccupante (laringocele) che la costringerà a un`operazione chirurgica. Si è pertanto rivolta ad «Articolo 32», associazione affiliata al Codacons che si occupa esclusivamente del risarcimento dei danni alla salute (il diritto sancito dall`articolo 32 della Costituzione). La centralinista, dopo avere già ottenuto anche in grado di appello la condanna della Telecom a vietare il fumo nello spazio di lavoro, agisce ora in giudizio per chiedere il risarcimento del danno subito.
«Si tratta – conclude la nota del Codacons – di un passo storico nella lotta contro il fumo, una piena affermazione del principio, statuito già in passato dalla Corte Costituzionale con la sentenza numero 399 del 1996, per cui solo il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente protetto. Non può parlarsi di “diritto di fumare“ – continuano i responsabili del Codacons citando la importante pronuncia della Consulta – ma solo di “libero comportamento“ che, quando si scontra con il primo, deve cedere il passo».
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