11 Ottobre 2002

Fumo passivo, una dipendente vuole 50mila ?

TELECOM

Fumo passivo, una dipendente vuole 50mila ?

Bari.
Una centralinista dell`ufficio di Bari del servizio 187 della Telecom che afferma di aver contratto un laringocele a causa del fumo passivo ha chiesto alla sua azienda un risarcimento di 50.000 euro per danni fisici, oltre alla liquidazione dei danni morali (da quantificare) e alla condanna della Telecom per scorretto comportamento processuale. La richiesta di risarcimento è stata avanzata ieri nel corso del processo di merito che si svolge dinanzi al giudice del lavoro del Tribunale di Bari Pio Vincenzo Baldi.

La donna, che nel marzo scorso aveva già ottenuto dal giudice la condanna della Telecom ad applicare il divieto di fumo, a margine dell`udienza ha detto ai giornalisti che nell`ambiente di lavoro, nonostante la decisione del giudice, si continua a fumare. Per questo i suoi legali hanno esibito al magistrato una lettera aperta firmata da 20 dipendenti della Telecom che definiscono «insostenibile», a causa del fumo passivo, la situazione in cui sono costretti ad operare: in un open space lavorano 70 fumatori e 30 non fumatori.

I legali della Telecom, invece, hanno sostenuto che nell`ufficio non si fuma e non si è mai fumato. Da qui la richiesta dei legali della donna al giudice di condannare la società telefonica per scorretto comportamento processuale, dato che i giudici – sostengono gli avvocati – hanno già ritenuto credibili nel giudizio cautelare e nell`appello i testi citati dalla centralinista che affermavano il contrario. I legali della donna, avvocati Marco Ramadori e Vincenzo Masullo, hanno inoltre chiesto (e il giudice si è riservato di decidere) di ascoltare alcuni dipendenti del 187 di Bari, per provare che nell`open space si è sempre fumato, e una perizia medica per accertare la patologia di cui sarebbe affetta la donna (che necessita di un intervento chirurgico) e l`eventuale nesso di causalità tra la malattia e il fumo passivo. La centralinista, una donna di 46 anni, si era rivolta ai legali del portale «www.articolo32.net» – associazione affiliata al Codacons – che si occupa del risarcimento dei danni alla salute.

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