Fumo passivo, la centralinista chiede 50mila euro alla Telecom
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Fumo passivo, la centralinista
chiede 50mila euro alla Telecom
Chiede 50mila euro di danni alla Telecom e denuncia che nell`open space del «187» due terzi dei lavoratori continuano imperterriti a fumare, nonostante il divieto imposto dal giudice. Maria Nicotra prosegue la sua battaglia contro il «fumo passivo» che a suo dire le avrebbe causato una grave malattia alla laringe, precisamente un laringocele. Ieri prima udienza della causa ordinaria promossa dalla centralinista per ottenere la condanna dell`azienda telefonica al risarcimento dei danni. Non solo fisici ma anche morali (da quantificare), oltre alla condanna della Telecom per «scorretto comportamento processuale».
La richiesta di risarcimento è stata presentata ieri nel processo di merito che si svolge dinanzi al giudice del lavoro Pio Vincenzo Baldi. La donna, che a marzo aveva già ottenuto dal giudice la condanna della Telecom ad applicare il divieto di fumo, a margine dell`udienza ha detto che nell`ambiente di lavoro, nonostante la decisione del giudice, si continua a fumare. Per questo i suoi legali hanno mostrato al magistrato una lettera aperta firmata da 20 dipendenti che definiscono «insostenibile», a causa del fumo passivo, la situazione in cui sono costretti a lavorare quotidianamente: in un open space lavorano 70 fumatori e 30 non fumatori.
I legali della Telecom, invece, respingono la denuncia che l`ambiente lavorativo è saturo di fumo. Da qui la richiesta dei legali della donna al giudice di condannare la società telefonica per scorretto comportamento processuale, dato che i giudici – sostengono gli avvocati – hanno già ritenuto credibili nel giudizio cautelare di prima e seconda istanza i testi citati dalla centralinista, che affermavano il contrario.
I legali della donna, avvocati Marco Ramadori, Vincenzo Masullo e Alessandro Amato, hanno inoltre chiesto (e il giudice si è riservato di decidere) la citazione testimoniale di alcuni dipendenti del «187», per provare che nell`open space si è sempre fumato, e una perizia medica per accertare la patologia da cui sarebbe affetta la donna (che necessita di un intervento chirurgico) e l`eventuale nesso di causalità tra la malattia e il fumo passivo. La centralinista, una donna di 46 anni, si era rivolta ai legali del portale «www.articolo32.net» – associazione affiliata al Codacons – che si occupa del risarcimento dei danni alla salute. Infatti la Costituzione sancisce il diritto alla salute all`articolo 32.
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