11 Gennaio 2006

Fumo, la tolleranza zero ha colpito nel segno: meno vizio, meno infarti

ROMA – Mezzo milione di viziosi si sono fatti convincere dal pugno di ferro dell`ex ministro Sirchia e – a un anno dall`entrata in vigore della legge contro il fumo – hanno felicemente spento la loro ultima sigaretta, con soddisfazione della salute e sollievo del portafogli. Altri due milioni e mezzo – forse anche stressati dal dover aspirare l`amata `bionda` battendo i denti sui marciapiedi fuori da bar e ristoranti – giurano di voler dare un taglio alla schiavitù del fumo, e ci hanno tentato almeno una volta. Ma soprattutto nove italiani su dieci – e dunque anche gran parte degli undici milioni e rotti di fumatori italici – dice che sì: quella legge è giusta, il fumo fa male e chi proprio vuole intossicarsi, veda di non danneggiare gli altri. Quindi, si fuma in strada, se proprio si deve: solo l`1% dei locali, infatti, ha sopportato l`esborso di approntare una sala fumatori a norma. Certo la legge dei divieti, che agli esordi aveva scatenato furibonde polemiche – svanite poi come fumo al vento – al suo primo compleanno risulta promossa a pieni voti. E il bilancio parla chiaro: oltre al calo dei fumatori e all`approvazione generale, oltre alla poco prevedibile propensione all`obbedienza da parte degli italiani, vanta al suo attivo un brusco calo (meno 7% solo nei primi due mesi del 2005) dei ricoveri per infarto al miocardio e un`importante riduzione della vendita del veleno-sigarette (meno 5,7%). Inoltre, non potendo più fumare al lavoro e nei locali pubblici, il 30% dei tabagisti confessa che, anche se non ha smesso, almeno ha ridotto il consumo di sigarette. Contraddicendo il lamento preventivo dei ristoratori – che temevano defezioni in massa dei clienti impossibilitati ad accendersi la sigaretta del dopo-pasto – la stragrande maggioranza degli italiani (l`87,3%) sostiene di non aver modificato le proprie abitudini, e di uscire a cena come un anno fa, mentre quasi dieci su cento confessano che, da quando non sono più camere a gas, frequentano più spesso bar e ristoranti. Strano, perché il 12% degli esercenti denuncia “perdite economiche significative“. Forse che fumare induce a consumare di più- Dimostrando un “alto senso civico“ – come sottolinea Francesco Schittulli, della Lega per la lotta ai tumori – gli italiani si sono abituati in fretta a non fumare nei locali pubblici, e la legge ha avuto anche l`effetto di far rispettare il divieto – che esisteva da tempo, praticamente ignorato – di intossicare gli ospedali. Così si va avanti, e presto saranno previste aree smoke-free anche negli stadi. Tutti soddisfatti- Beh, qualche ombra fumosa, a dire il vero, persiste. E si spande come nebbia nei luoghi di lavoro, dove al divieto si sgarra spesso e allegramente, visto che in almeno tre uffici su dieci gli impiegati si sentono liberi di accendersi la `bionda` quasi si considerassero ospiti di un`ambasciata straniera. Resta il fatto che i fedelissimi alla sigaretta sono comunque tanti: 11 milioni e 221mila, pari al 22,3% della popolazione, sempre in prevalenza maschi (fuma il 28,5% contro il 16,6% delle donne). Geograficamente, il vizioso vive più al Centro (24,3%), mentre i più virtuosi abitano al Sud (20,9%). La nuova frontiera della lotta al fumo potrebbe essere il divieto di fumare in auto. L`idea è del Codacons, che ha presentato alla Camera un progetto patrocinato dal ministero della Salute: “Fumo al volante, pericolo costante“. Secondo l`associazione dei consumatori cercare il pacchetto o l`accendino mentre si è al volante provoca il 15% degli incidenti stradali dovuti a distrazione. Intanto, per i recidivi del “vorrei (smettere) ma non posso“, è stato approntato un metodo soft, col grande pregio – per fumatori, familiari e colleghi – di limitare lo stress dell`astinenza da nicotina. Il segreto- Anziché buttare a mare il pacchetto, procedere a un razionamento graduale del veleno. Al grido di “dimezza e smetti“ l`European Respiratory Society offre un programma a base di cerotti e chewing gum. E a proposito: le vendite di farmaci anti-fumo sono quasi raddoppiate. Insomma, c`è di che inorgoglire l`ex ministro Girolamo Sirchia, che quella legge volle fortissimamente: “E` la strada giusta“, ha dichiarato.

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