17 Gennaio 2002

Fumo, ispezioni in tutt?Italia

Si verifica l?applicazione delle nuove norme. Sirchia: sì alla sigaretta al ristorante se c?è un aeratore

Fumo, ispezioni in tutt?Italia

Su 438 controlli dei Nas elevate 161 multe. Centoventi sanzioni anche negli ospedali

ROMA ? Tempi duri per i fumatori che non rispettano le regole. Dal primo gennaio, infatti, sono entrate in vigore le nuove sanzioni per punire quanti non resistono alla tentazione di accendersi una sigaretta in pubblico, ovviamente nei luoghi proibiti. Ed è una vera ?stangata?: dai 25 ai 250 euro di multa, somma che può arrivare fino a 500 euro (come è noto, poco meno di un milione di lire) se la sigaretta viene accesa davanti a una donna in evidente stato di gravidanza, a lattanti o a bambini fino a 12 anni. I fumatori incalliti, insomma, erano stati avvisati, per cui chi ha voluto fare ugualmente il furbo non potrà protestare di fronte alle amare conseguenze dei controlli.
Infatti, i carabinieri dei Nas sono stati impegnati in questi giorni a monitorare e controllare che le norme antifumo vengano applicate e, su 438 ispezioni, 161 sono stati i fumatori multati e 33 i responsabili che dovevano applicare il divieto antifumo. Ad annunciarlo è stato il generale Gennaro Niglio, comandante dei Nas, i carabinieri della salute, chiamati in prima persona a controllare l`applicazione delle nuove sanzioni inasprite dalla legge finanziaria. Niglio ha spiegato che i controlli (eseguiti a Roma, Milano, Napoli e Palermo) hanno riguardato anche 233 ospedali pubblici e 40 cliniche private. In tutto le contravvenzioni sono state 120. Niglio ha ribadito che quanto avvenuto ieri in Liguria, dove due agenti dei Nas hanno elevato multe fuori dall?aula del consiglio regionale, rientra nei normali compiti dell?Arma. Secondo Niglio, infatti, il controllo è avvenuto in una zona aperta al pubblico.
Blitz a sorpresa e controlli a tappeto ieri mattina anche all?aeroporto di Fiumicino. Così, il nucleo dei Nas della capitale, uno dei 34 attivi in Italia, ha ispezionato assieme ai carabinieri della compagnia Aeroporti Roma ? tutti gli uomini impegnati erano in borghese ?, sale di attesa e di imbarco, toilette, esercizi, anche i punti più nascosti per verificare i possibili trasgressori. Sostanzialmente, sta emergendo un generalizzato rispetto della normativa 554/75: dopo oltre un paio d?ore di controlli, i Nas hanno colto in flagrante solo due viaggiatori che fumavano nonostante ci siano annunci a più riprese dagli altoparlanti sul «divieto assoluto di fumare nello scalo»: uno era all?interno di una toilette, l?altro seduto nella hall partenze internazionali, rispettivamente un tunisino e un italiano, di origini trevigiane. Controlli, per il rispetto delle normative igienico-sanitarie sono stati effettuati anche in alcune attività come bar e ristoranti, senza però rilevare anomalie o trasgressioni.

Appunto, bar e ristoranti: dai palazzi del potere arriva un chiarimento. «Nei ristoranti si può fumare, ma solo se nel locale c`è un aeratore che ricicla 80 metri cubi d?aria all?ora». L?ha affermato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, il quale ha aggiunto che «non morirà nessuno se si vieta di fumare per qualche ora perchè, come succede a me, o non vado al ristorante o devo subire, e credo che sia una ingiustizia». Secondo un sondaggio, un italiano su tre chiede il divieto totale di fumo nei locali, bar e ristoranti, mentre quasi il 50% ritiene opportuno creare zone separate. Sirchia ha, pure, sottolineato che per contrastare il fumo occorrono educazione e informazione. «Prima dell`estate partiranno campagne proprio dalle scuole, tra ragazzi e ragazze perchè c`è un aumento del vizio della sigaretta.

Il Codacons, infine, ha denunciato il conduttore di ?Porta a porta?, Bruno Vespa, all`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per la puntata trasmessa l?altra sera sulla lotta al fumo. Tra l?altro, si sottolinea in una nota, «Nel corso della trasmissione sono state tralasciate due importanti sentenze della Corte costituzionale (la 202/91 e la 399/96) che vietano il fumo anche in bar e ristoranti. Come se non bastasse la trasmissione ha dato spazio a un certo Bianucci, finanziato dalle multinazionali del tabacco. Vespa ha, però, dimenticato di specificare che Bianucci rappresentava nella fattispecie un braccio propagandistico delle lobbies del tabacco. Per questi motivi il Codacons ha deciso di denunciare il conduttore del programma».

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