17 Settembre 2015

Fumo, in Italia causa 83mila morti l’anno. Codacons: “Contro tabacco provvedimenti insufficienti e tardivi”

Fumo, in Italia causa 83mila morti l’anno. Codacons: “Contro tabacco provvedimenti insufficienti e tardivi”

(Sesto Potere) – Roma – 17 settembre 2015 – Una strage annunciata contro la quale in Italia si è fatto poco e niente. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti dal Ministero della salute sulle vittime provocate dal fumo in Italia in occasione del lancio della Campagna di comunicazione contro il tabagismo dal titolo: “Ma che sei scemo?”.
In Italia, secondo gli ultimi dati su 52,3 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni, i fumatori sono circa 10,3 milioni (19.5%) di cui 6.2 milioni di uomini (24.5%) e 4,1 milioni di donne (14.8%).
Tra i fumatori in Italia i valori più alti per gli uomini si hanno tra i giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 26,4%; per le donne la classe con una prevalenza più alta è diventata quella delle giovani tra i 20 e i 24 anni, con una percentuale del 20,5%. La prevalenza tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, con un valore di 18,7% (22,4% i maschi e 14,7% le femmine) è in calo rispetto al 20,4% del 2013, ma solo tra i maschi (25,9% i maschi e 14,7% le femmine). La più alta percentuale di fumatori si osserva nelle Isole (19,9%), mentre il valore più basso si ha nel Nord-est (18,3%).
In Italia il fumo attivo rimane la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile: si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Nel nostro Paese (dati Istat) nel 2014, su 52,3 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni, i fumatori sono circa 10,3 milioni (19,5%) di cui 6,2 milioni di uomini (24,5%) e 4,1 milioni di donne (14,8%). Nel 2003, prima della legge 3/2003 che ha introdotto una regolamentazione del fumo in tutti i luoghi chiusi pubblici e privati, la prevalenza dei fumatori era del 23,8% (31% uomini e 17,4% donne) con un calo complessivo del 18,1% (-21% gli uomini e -14,9% le donne): è la prima volta che la percentuale dei fumatori è scesa sotto la soglia del 20%.
“I provvedimenti per limitare il fumo nel nostro paese sono insufficienti, tardivi, e spesso poco incisivi – spiega il presidente Carlo Rienzi – mentre la lobby del tabacco continua ad avere uno strapotere dentro e fuori il Parlamento e stretti legami con i governi. Da anni chiediamo di inserire la nicotina tra le sostanze che creano dipendenza, come oramai accertato dalla letteratura scientifica internazionale, e indagini ufficiali sul contenuto delle sigarette, senza ottenere risposte. Ma il problema è anche culturale – prosegue Rienzi – basti pensare alla vergognosa rivolta dei registi italiani quando si è proposto di vietare le sigarette nei film e nelle fiction, come forma di tutela della salute umana”.
Il Codacons ricorda infine la prossima decisione della Corte di Cassazione, che dovrà pronunciarsi sulla class action intentata dall’associazione contro le multinazionali del tabacco e i Monopoli di Stato, in favore di milioni di fumatori italiani che chiedono 10 miliardi di euro di risarcimento per aver sviluppato dipendenza da fumo.

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