Fumo, danni per i polmoni e per l’ ambiente
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fonte:
- Avvenire
C he il fumo passivo sia un rischio per la salute è ormai talmente noto che si vanno moltiplicando le leggi, come quella italiana, che vietano di accendere sigarette e affini nei luoghi chiusi ma frequentati dal pubblico. Ma ora, grazie a uno studio condotto dall’ Istituto dei tumori (Int) di Milano, si viene a sapere che anche all’ aperto – entro limiti circoscritti – il fumo è un vero e proprio agente inquinante. Con tutte le conseguenze del caso. Sono dati resi noti ieri, Giornata mondiale senza tabacco, voluta dall’ Organizzazione mondiale della sanità, insieme con altre noti- zie preoccupanti, sia sui danni che il fumo provoca (è presente anche polonio 210 radioattivo), sia sull’ aumento del numero dei tabagisti (sono 11,8 milioni, mezzo milione in più rispetto al 2010). In compenso, crescono anche i centri antifumo e i loro risultati. I migliori sono stati premiati ieri all’ Istituto superiore di sanità: quello dell’ ospedale San Camillo di Roma e quello del Policlinico di Modena grazie a terapie farmacologiche e psicologiche hanno raggiunto percentuali di successo del 50%. L’ esperimento condotto allo stadio di San Siro nello scorso mese di aprile – con l’ aiuto di un laboratorio di Barcellona – è stato presentato ieri a 300 studenti milanesi all’ Int di Milano: durante la partita Inter-Lazio allo stadio San Siro – hanno spiegato gli esperti – è stata calcolata la concentrazione di Pm 2,5 le particelle più sottili e pericolose per i polmoni (prodotte anche dalla combustione delle sigarette), quattro volte più fini del Pm10 che viene segnalato dalle centraline antismog. Ebbene, il valore medio durante l’ incontro di calcio è stato di 13,6 microgrammi per metro cubo, con frequenti picchi oltre i 35 microgrammi. Anche la concentrazione di nicotina è risultata in crescita durante la partita: in particolare, quando al 23° del primo tempo l’ arbitro ha fischiato un rigore in favore della Lazio, si è passati da 0,07 a 3,43 microgrammi per metro cubo, 26 volte maggiore. «In quel momento – ha spiegato uno degli esperti dell’ Int, Giovanni Invernizzi – si presume che il 20% (percentuale nazionale dei fumatori) dei quasi 58mila spettatori abbia acceso una "bionda": ben oltre 10mila sigarette accese contemporaneamente… ». La conclusione è che anche in un gigantesco impianto sportivo all’ aperto il rischio del fumo passivo è concreto, anche se influenzato da molti fattori, quali la pressione atmosferica e altri elementi che condizionano il ricambio dell’ aria. E di fronte alla notizia che sempre più bambini tra i 10 e i 12 anni si avvicinano al fumo, come ha segnalato la Società italiana di tabaccologia sulla base di uno studio su un campione di 1000 studenti tra la 5ª elementare e la 2ª media, ci sono richieste di provvedimenti sempre più drastici. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha proposto al ministero della Salute di «vietare le sigarette anche nelle abitazioni e nelle auto private laddove vi siano minori in età di sviluppo ». Ma non va dimenticato che lo Stato incassa dalle sigarette 10 miliardi di euro l’ anno, anche se 7,5 se ne vanno in cure sanitarie dovute al fumo, senza contare i giorni di lavoro persi e altre voci di spesa.
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