FUMO: DA GIUSTIZIA AUSTRALIANA POSSIBILE EFFETTO DOMINO SU SIGARETTE NO LOGO
IL MINISTRO VIETI IL FUMO NEI PARCHI, NELLE AREE APERTE DEGLI OSPEDALI, NEI CORTILI DELLE SCUOLE E NELLE AUTO
La decisione dell’Alta corte australiana, che dà il via libera alla legge che stabilisce che dal primo dicembre i pacchetti di sigarette e sigari devono
essere venduti in confezioni anonime di colore olivastro, è memorabile ed esemplare.
E’ questo il commento del Codacons, secondo il quale questa decisione è talmente importante, di portata storica, che ora deve trovare
applicazione immediatamente anche in Italia.
Per questo il Codacons chiede al ministro della Salute Renato Balduzzi un decreto urgente per vietare, a partire dal gennaio 2013, i loghi delle
sigarette anche nel nostro Paese. Si tratta di un provvedimento che non solo serve a tutelare il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, ma
anche a far risparmiare soldi allo Stato. E’ questa, insomma, la vera spending review e non certo i tagli dei posti letto.
Le sigarette hanno un altissimo costo per la società ed il nostro sistema sanitario, sia per i morti che ogni anno sono attribuibili al fumo da tabacco,
da 70.000 ad 83.000, sia per le malattie che il fumo provoca, oltre 25 malattie, dalle broncopneumopatie croniche ostruttive al cancro del polmone.
Si ricorda che ogni giorno in Italia si fumano 140 milioni di sigarette che in un anno diventano 51 miliardi. Ogni mozzicone, quindi, incide
pesantemente anche sul costo di pulizia delle strade, triplicandolo.
In Italia è già vietata la pubblicità delle sigarette, ma i colori delle marche famose continuano ad imperversare come sponsor sportivi, ad esempio
nelle gare automobilistiche. Il divieto di pubblicità, quindi, potrà trovare vera applicazione solo vietando definitivamente i loghi delle marche famose.
Inoltre, tra gli effetti positivi che potranno derivare da questo decreto, ci sarà, forse, anche l’attenuazione della gara che le ditte produttrici di
sigarette fanno per incrementare gli additivi che aumentano la dipendenza alla loro marca.
Il Codacons chiede poi al ministro di vietare il fumo anche nei parchi e giardini pubblici, nelle aree aperte degli ospedali, nei cortili delle scuole e
nelle auto, specie, ma non solo, se in presenza di minori (proposta storica del Codacons, che, ricordiamo, ha già dimostrato quanto fumare sia
molto più pericoloso per un guidatore rispetto all’uso del cellulare).
-
Sezioni:
- Comunicati stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
