Fumo al ristorante, controlli in Galleria
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fonte:
- Corriere della Sera
Fumo al ristorante, controlli in Galleria
I responsabili del Codacons entrano nei locali, poi chiamano vigili e poliziotti
«Scusi signora, ma lo sa che lei qui non può fumare?». «Mi perdoni, ma è a conoscenza della legge che vieta il fumo in tutti i locali pubblici?». Tre moschettieri. Tre paladini dei consumatori pronti a difendere i polmoni dei milanesi con blitz antifumo. Ieri mattina Marco Donzelli, l?avvocato presidente del Codacons, e i due consulenti Francesco Paolino e Luigi Alba hanno voluto verificare di persona se nei locali pubblici della città si rispettano le norme antifumo e la legge 626 del 1994, quella che garantisce un ambiente salubre agli avventori e il rispetto della salute per i dipendenti. Partendo dalla Galleria, dai locali più famosi, quelli storici. Lo Zucca e il Biffi. Interrogando gestori e camerieri, apostrofando tutti quanti fossero colti di sorpresa ad accendersi una sigaretta, notando portacenere sui tavolini. Là dove non ci dovrebbero essere.
Risultato: in moltissimi locali milanesi, bar e ristoranti, il divieto di fumare è totalmente ignorato. Non solo, ma è del tutto sconosciuto a chi li frequenta e, soprattutto, a chi dovrebbe far rispettare la legge. «A noi – si sono difesi i gestori dei locali – non è stato comunicata l?entrata in vigore di nessun divieto. Eravamo convinti che bar e ristoranti non fossero tenuti a rispettare il divieto che invece va applicato a uffici pubblici, negozi e strutture sanitarie». Ancora, come prova da mettere sul piatto della bilancia, i titolari hanno mostrato la circolare dell?Epam (l?Associazione dei pubblici esercizi milanesi) che rassicura gli esercenti sulla mancanza di una norma ad hoc per bar e ristoranti.
Qualche dubbio, tanta confusione, strette di mano e tutti a casa? Tutt?altro.
Il blitz, che si svolgeva in contemporanea con quello nella capitale guidato dal presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, non si è limitato alla constatazione del mancato rispetto delle leggi.
Donzelli e i suoi colleghi hanno infatti contattato i carabinieri del Nas, chiesto l?intervento della polizia e dei vigili urbani. I carabinieri non si sono visti, ma in pochi minuti sono arrivati agenti e ghisa davanti al Biffi. E mentre il passeggio della Galleria si fermava per curiosare, lo schieramento di forze dell?ordine pareva in difficoltà nel gestire la situazione. «Non abbiamo i moduli per le multe. La normativa non si applica ancora, non ci sono disposizioni in questo senso. Non esiste una specifica responsabilità del gestore». Insomma, i poliziotti alla fine hanno steso un verbale, ma non hanno fatto multe, né al proprietario del locale, né ai fumatori.
«Una volta di più si è dimostrato – ha detto scoraggiato Marco Donzelli – che, nonostante le norme, non esiste alcun controllo nei locali pubblici e che chi vi lavora è costretto a respirare un?aria viziata e insalubre». Di parere contrario Lino Stoppani, presidente dell?Epam (e non fumatore): «Gli esercenti dei locali pubblici non avrebbero nulla in contrario nel rispettare la legge. Ma il divieto sulla carta non esiste. Pertanto noi titolari non possiamo costringere i fumatori a spegnere la sigaretta quando non abbiamo una norma specifica di riferimento. Quando questa ci sarà, saremo ben lieti di applicarla tempestivamente».
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