9 Maggio 2013

Fumi in auto? San Marino multa

Fumi in auto? San Marino multa

Polemiche a San Marino. Con la buona stagione arrivano i turisti e vengono multati. In tempi di consumi risicati e di vacanzieri che rallentano non è di poco conto accoglierli con il blocchetto in mano a vigili inflessibili. Ma c’ è chi invoca il salutismo e sostiene che non bisogna indietreggiare solo per paura di qualche danno al business turistico. Il fatto è che chi entra nel piccolo Stato, e supera la grande scritta che sovrasta la superstrada e che funge da confine con l’ Italia, non sa che qui c’ è un divieto che non esiste in nessun Paese del mondo (o quasi: vi è in Gran Bretagna e in Canada, ma solo se sulla vettura vi sono minori di 16 anni): non si può fumare in auto mentre si è al volante. Se l’ automobilista viene fermato, non solo deve avere i documenti, l’ auto in regola e la cintura allacciata ma tra le dita non ci dev’ essere la sigaretta accesa. Altrimenti scatta la sanzione di 100 euro. Non solo, così come il conducente è considerato (anche in Italia) responsabile se chi è in auto con lui non indossa la cintura di sicurezza, se chi guida sta fumando la responsabilità ricade anche sugli altri (non importa se fumatori o meno) che si trovano nell’ abitacolo e che non gli hanno impedito di usare l’ accendisigari. Il legislatore spiega il perché di questa strana decisione: per evitare che il conducente, intravista una pattuglia della polstrada, passi furtivamente la sua sigaretta a chi gli siede a fianco, facendola franca. Recita la legge: «La sigaretta mentre si guida è legata a tre situazioni di pericolo: l’ accensione, la possibile caduta di cenere con rischio di incendio e l’ effetto della nicotina a livello neurologico». Molti italiani sono già finiti nelle maglie dei vigili sammarinesi. In questo momento poi non corre buon sangue tra italiani e sammarinesi per via della black list in cui è stato posto San Marino, ritenuto ancora un rifugio degli evasori. L’ ex ministro Giulio Tremonti aveva addirittura mandato la guardia di finanza a presidiare la frontiera. Adesso l’ accanimento si è affievolito ma i tre colli di San Marino rimangono comunque nel mirino del fisco italiano ed europeo e questo basta per rendere suscettibili i cittadini che, già colpiti dalla crisi, si sentono pure vessati. In questa difficoltà di rapporti si inserisce ora la querelle del fumo, coi visitatori, soprattutto italiani, costretti a mettere mano al portafoglio se scoperti in flagranza di sigaretta. Ovviamente si sono formati due partiti. C’ è quello a favore del divieto, capeggiato dal Codacons: «Ci sono 5 secondi di guida cieca all’ accensione della sigaretta – dice il presidente Codacons, Carlo Rienzi – in cui un’ auto può percorrere decine e decine di metri e generare gravi incidenti». Anche la Società di Tabaccologia plaude: «Abbiamo filmato alcuni fumatori mentre erano al volante, misurando per quanto tempo distoglievano lo sguardo dalla strada – spiega Giacomo Mangiaracina, presidente della Società – ed è risultata una distrazione maggiore che per il telefonino. Non si capisce, a questo punto, perchè sia giusto sanzionare l’ uso del cellulare e la sigaretta no». Gli fa eco Piergiorgio Zuccaro dell’ Istituto (italiano) superiore di sanità: «Anche se non ci sono grossi studi è sufficiente il buonsenso, è chiaro che è un gesto che porta a distrazione, con l’ aggravante che c’ è anche il fuoco di mezzo. Senz’ altro poi bisogna tenere conto dei danni derivanti dal fumo passivo, che in auto sono ancora maggiori per effetto degli spazi ridotti». Secondo l’ Istituto dei tumori di Milano, una sigaretta fumata in macchina per circa 8 minuti con i finestrini chiusi e l’ impianto di condizionamento in funzione, provoca nell’ abitacolo concentrazioni di polveri sottili oltre 10 volte superiori ai limiti di legge. Inoltre ogni giorno verrebbero gettate in strada, dalle auto, almeno 25 milioni di cicche, con danni all’ ambiente e alla salute. Da parte sua il comitato Freedom si rifà all’ autodeterminazione dell’ individuo: «Quando si entra nel territorio di San Marino si è accolti con un cartello che descrive questo Stato come l’«antica terra della libertà». Con tali divieti questa terra delle libertà diviene un po’ meno libera per una ben specifica categoria, quella dei fumatori, che meritano comunque rispetto, anche perché le sigarette sono regolarmente vendute, con gioia dell’ erario, nelle tabaccherie». C’ è chi, come l’ Adiconsum, vorrebbe che anche l’ Italia si adeguasse: «Per la verità è da qualche tempo che la legge sammarinese prevede il divieto – dice il presidente, Raffaele Caracciolo – ma è importante farlo rispettare. È una decisione importante che andrebbe estesa anche all’ Italia». San Marino diventa lo Stato-profeta del no al fumo in auto: turisti fate attenzione. Una distrazione costa 100 euro. Anche di più se siete recidivi. Ma c’ è di più, sulla scia di questo primato, ecco un’ altra fuga in avanti che riguarda le sigarette elettroniche. Mentre in Italia (e non solo) si sta ancora discutendo verso che tipo di regolamentazione andare, nel Titano le hanno vietate nei luoghi pubblici, proprio come quelle normali, e deciso che debbano essere vendute esclusivamente nelle farmacie e solo ai maggiorenni. Il congresso di stato, organo esecutivo della Repubblica, ha spiegato in una nota che questo provvedimento «è stato deliberato in attesa che le tante ricerche scientifiche sulle sigarette elettroniche chiariscano i loro reali effetti sulla salute». La vita per i fumatori sammarinesi è davvero dura e grama. Ma la loro salute (forse) ringrazia. © Riproduzione riservata.

?di giorgio ponziano ?

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