16 Giugno 2005

Fumata nera del Consiglio di Stato su nuova Ops


ROMA ? Il quadro delle cause legali portate avanti in Italia dai possessori di Tango bond continua ad alternare scenari rosei a panorami oscuri. Proprio ieri il Consiglio di Stato ha reso noto il testo dell`ordinanza con la quale ha respinto il tentativo del Codacons di annullare il rigetto del Tar sulla sospensiva dell`atto amministrativo Consob di autorizzazione all`Offerta pubblica di scambio sui bond argentini. L`ordinanza lascia ben pochi spazi alle speranze di successo per un blocco molto tardivo dello swap argentino, comunque concluso il 9 giugno scorso con la cancellazione dei vecchi titoli. Contestualmente, il Tribunale di Roma ha condannato la Banca popolare di Milano a risarcire integralmente ( rimborso del capitale e interessi maturati) un risparmiatore acquirente di Tango bond. Intervenendo nel merito del tentativo di sospendere in via d`urgenza l`atto con il quale la Commissione ha dato il disco verde all`Ops, il Consiglio di Stato ha puntualizzato che « dal provvedimento cautelare richiesto non potrebbe mai conseguire l`obbligo, per lo Stato argentino, di ripresentare la propria offerta in termini diversi ma solo deriverebbe la possibilità per i risparmiatori che hanno aderito all`offerta di svincolarsi temporaneamente dall`adesione, con possibilità di intraprendere azioni giudiziarie ordinarie contro la Repubblica argentina fino alla definizione della causa di merito » . A proposito della causa di merito, l`ordinanza del Consiglio di Stato si limita a rilevare che « in considerazione della natura del debitore, Stato estero, può presumibilmente ritenersi che tali azioni ( giudiziarie ordinarie contro l`Argentina ndr.) sarebbero sempre utilmente proponibili aggredendo beni della Repubblica argentina, in caso di esito favorevole del ricorso nel merito » . L`ordinanza conclude: « le censure proposte sulla vessatorietà delle clausole sembrano essere tardive » .
Il testo dell`ordinanza, che rigetta l`appello contro il Tar e dunque respinge la richiesta di sospensiva, è stato interpretato dal Codacons come una vittoria. Al punto che questa associazione dei consumatori ha sollecitato ieri stesso la Consob a revocare l`autorizzazione al prospetto dell`Ops argentina: peccato che lo scambio, come rilevato dal Consiglio di Stato stesso, è stato ultimato con la cancellazione dei vecchi titoli portati in adesione. La Consob non ha comunque alcuna intenzione di tornare sui suoi passi.

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